In procinto di partire per le vacanze di Natale, vi segnalo tre curiosità da annotare e ricordare per un prossimo viaggio a Budapest: assi nella manica o quasi, per farsi ricordare come guide perfette dai compagni di viaggio!

Per scovare la prima curiosità dovrete recarvi sul Szabadság híd. Il ponte, eretto in occasione del Millennio dell’Ungheria (896-1896) e dedicato a Francesco Giuseppe, è considerato, per la sua struttura in ferro in stile Art nouveau, uno dei ponti più belli del mondo.  Quello che però non tutti sanno è che tra i chiodi in ferro, che vennero utilizzati sulla struttura, ce n’è uno in argento, donato proprio da Francesco Giuseppe, che venne piantato per ultimo, proprio il giorno dell’inaugurazione. Per trovarlo avvicinatevi al ponte dalla riva di Pest!

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Szabadság híd

La seconda curiosità è tutta da assaporare e per farlo potete accomodarvi ad uno dei tanti accoglienti ed eleganti caffè della capitale: da Gerbeaud, Szamos ed Auguszt rimarrete sicuramente soddisfatti. La Torta Dobos, che sta a Budapest, come la Sacher sta a Vienna,  venne inventata dal pasticciere ungherese József C. Dobos nel 1884. La torta divenne ben presto famosa in tutta Europa e la ricetta, a lungo rimasta segreta, venne donata da Dobos alla fine della sua carriera, alla camera dei pasticcieri di Budapest.

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Dobos Torte

Perdetevi tra i cinque strati di pan di spagna che si alternano con la crema di cioccolato e burro, e non tralasciate lo strato sottile di caramello croccante, sulla sommità. La torta venne presentata all’esibizione nazionale generale di Budapest del 1885, alla presenza di  Francesco Giuseppe e della consorte Elisabetta.

Infine la terza curiosità riguarda un particolare ascensore, molto in voga tra gli anni ’30 e ’60. L’ascensore a paternoster, non più in uso oggi, è ancora presente in molti dei palazzi storici e pubblici di Budapest. Il principio di funzionamento si basa su un anello in movimento continuo a velocità costante al quale sono vincolate a intervalli regolari le cabine.

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Ascensore Paternoster

Ad ogni piano servito, due varchi (uno per direzione di marcia) permettono agli utenti di salire (o scendere) “al volo” sulla/dalla cabina. Con un po’ di attenzione, anche questo marchingegno, merita una visita!