Le festività imminenti ci rendono super social. Le occasioni di gozzoviglio spuntano come funghetti dopo un acquazzone. Si ritrovano amici riposti nel cassetto per il fluire incessante della quotidianità, il parentame si ripropone colorito e i conoscenti di turno ci coinvolgono nelle più svariate iniziative gaudiose. Il Natale è una cosa-molto-bella ma bisogna affrontarlo con un minimo di training. Se siete scaltri come faine avrete sicuramente già approcciato un minimo di dieta preventiva per non lievitare come un panettune ma probabilmente non vi siete preparati sul versante tannico. C’è poco da fare, la convivialità e l’augurame reclamano il brindisi e non potete farvi cogliere impreparati. Il tempo stringe ma si può ancora agire. Partiamo dal training fisico. Affiancate ai quotidiani esercizi del Daino (se non li conoscete recuperate, è un ottimo regalo di Natale a costo zero ☺ ) un sano allenamento degli arti superiori che vi permetterà di svettare nei brindisi. Estensione di entrambe le braccia con una bottiglietta d’acqua naturale puntando la volta celeste. Movimenti lenti. Tre serie da 15 per zampa vi garantiranno una verve che non passerà inosservata.

Illustrazione di ELENA XAUSA

Illustrazione di ELENA XAUSA

Passiamo al salvagente fisico. Per gli aperitivi puntate sulle bollicine, assolutamente in Metodo Classico, fanno tanto chic e sciacquano il bass de gamme. Suggerisco Alta Langa Zero Cantina Maestra di Enrico Serafino, Franciacorta Soul Sarèn Contadi Castaldi, Contratto Millesimato o Trento Brut Domini Abate Nero. Munitevi di stuzzichini che creano la base e sorseggiate con moderazione. Siate propositivi e lanciate i brindisi, avrete il comando della partitura di abbeveraggio di modo da tenere sempre d’occhio il livello del bicchiere (se vi distraete e cadete vittime dell’altrui ritmo potreste ritrovarvi costantemente in fallo, a calice vuoto che per regola aurea del banchetto dovrà essere colmato proiettandovi nella perdizione anzitempo). Se all’aperitivo segue banchetto fate della moderazione il vostro mantra. Generalmente i vini saranno poliedrici quindi non affezionatevi troppo e lasciate spazio alla sperimentazione, sempre in alleanza con il food e innaffiando l’esperienza con copiosi ma discreti bicchieri d’acqua. Se ci sono varie scelte in tavola partite sempre dal bianco e siate consapevoli che una volta passati al rosso non potrete tornare indietro.

Toast by Munguia_www.toonpool.com

Toast by Munguia – www.toonpool.com

Un mega pericolo, infatti, in queste circostanze, è costituito dallo zompettare come un’ape in calore da un nettare all’altro, senza criterio cromatico. Post rosso il bianco è una botta alcolica che spinge alle stelle il livello di ebrezza e il punteggio sull’etilometro. Il climax sarà in perlage, secco o dolce. Regalatevi un DOC o un DOCG, ignorando gli assemblaggi, godrete di sentori aromatici e note avvolgenti oltre che di un ilare scoppiettar di bolle. La chiusura potrà essere, se siete temerari, un vino da meditazione, sia esso passito o marsalato.
Se conducete voi il gioco nella vostra tana fate scelte nuove. Proponete nuovi vini, insoliti per la vostra tavola. Alzate il solito livello di prezzo in cui pascolate (non sentitevela troppo incandescente però, potreste ritrovarvi a dover mangiare pane e cipolla se esagerate). A volte con 5 euro in più vi affacciate in universi qualitativi esponenzialmente superiori. I supermercati più grandi coprono la fascia medio alta ma se sperimentate l’enoteca, grazie all’assistenza dei paladini della bottiglia, potrete avere accesso a gioiellini inesplorati facendo salvi i vostri danari. Se doveste incappare in qualche Mr Scrooge sovversivo non datevi per vinti, vi palleggio qualche dritta. Sotto i 15 euro vi accoglieranno, tra gli altri, in bianco, Colli Bolognesi Pignoletto Classico Vigna del Grotto Orsi-San Vito, Collio Bianco Fosarin Ronco dei Tassi, Pecorino Tiberio, Soave Classico Monte Carbonare Suavia, Valle d’Aosta Petite Arvine Elio Ottin, Greco di Tufo Pietracupa, Fiano d’Avellino Rocca del Principe; in rosso natalizio Alto Adige Lagrein Gries di Gummerhof-Malojer, Langhe Rosso Baccanera Cascina lo Zoccolaio, Cannonau di Sardegna Giuseppe Gabbas, Valpolicella Classico superiore Ripasso Solane Santi, Plumbago Planeta, Montepulciano d’Abruzzo Amorino Podere Castorani.
Vi percepisco pronti, non inciamperete e risulterete vincitori quali che saranno le vostre sfide festose. Non vi resta che stappare, godervi la buona compagnia ed assaporare il gaudio che l’amico vino saprà regalarvi nel suo scintillante outfit natalizio. Cheers!