Ci ho pensato a lungo: c’è ancora qualcosa da raccontare sulla Toscana? Esiste un angolo di una delle regioni più fotografate, narrate e viaggiate del mondo che vada oltre lo stereotipo arte-colline-palio?
Cercavo qualcosa che potesse scuotere la curiosità di chi legge, e mi sono ricordata di tutte le volte in cui sono stata io a rimanere con la bocca spalancata, di fronte ai segreti che la mia terra riesce nonostante tutto a custodire.
E se ha stupito una che ha vissuto in tutti gli angoli del Granducato, forse suonerà nuova anche a voi!

Via Cava di San Sebastiano, Sovana | Photo Credits Xavier de Jauréguiberry

Le chiamano Vie Cave perché sono scavate nel tufo, eppure ancora oggi non si sa bene a cosa servissero: strade di comunicazione o sentieri sacri? Le realizzarono gli Etruschi in Maremma e, come tutto quello che riguarda questo popolo, sono avvolte nel mistero: sentieri spettacolari che si snodano in mezzo a pareti alte anche venti metri, immersi nelle profondità dei boschi. Percorrerli è un’esperienza unica.

Via Cava di Sovana | Photo Credits Monica Boattini

Si può partire dalla necropoli etrusca di Sovana e prendere la Via Cava che parte dalla Tomba Ildebranda e dalla Tomba della Sirena.
Qui l’odore del muschio ricopre le pareti tufacee e ci troviamo a camminare su tappeti di erba scura e foglie, con una scaglia di cielo sopra la testa, incastrata tra le fronde dei castagni.
Lungo la strada si aprono slarghi scavati nella roccia viva: ricoveri per animali e uomini o luoghi di sepoltura?

Via Cava San Giuseppe | Photo Credits

A Sorano la Via Cava risale dall’alveo del fiume Lete fino al borgo arroccato sul tufo, costruito in bilico sulla montagna, semi-diroccato. Un labirinto di vicoli e loggiati, di piazze strette a ridosso contro le mura: un continuo scorcio affacciato sulle campagne della Maremma, dove bere un buon bicchiere di vino e riposarsi dalle fatiche della passeggiata.

Sorano| Photo Credits Deanna Keahey