A Siena ci sono due città: una cammina sopra il tufo, l’altra ci scorre dentro. Sotto la terra si nasconde un labirinto chiamato bottini: 25 chilometri di gallerie scavate nella roccia sin dal tempo degli Etruschi, per raccogliere l’acqua piovana intrappolata nel terreno. Un labirinto di acquedotti ampliati durante il Medioevo che ancora oggi portano l’acqua alle fontane di Siena, compresa Fonte Gaia in Piazza del Campo. Che si tratti del mitologico fiume Diana, di cui parla anche Dante nella Divina Commedia, e che non è mai stato trovato? Di sicuro è un percorso a dir poco affascinante, che i più temerari possono esplorare con l’arrivo della bella stagione prenotando una visita con l’associazione La Diana.

Piazza del Campo a Siena | Photo Credits Any.colour.you.like

Piazza del Campo a Siena | Photo Credits Any.colour.you.like

Se ancora non siete sazi di misteri e di avventure, potete visitare il Labirinto di Porsenna, il più celebre e potente sovrano etrusco, che la leggenda racconta sia seppellito con il suo tesoro smisurato proprio sotto Chiusi.
Il fitto sistema di canali, che arriva anche a 25 chilometri di profondità sotto la città, parte proprio sotto il Duomo ed è aperto alle visite. Oggi si pensa che sia un ingegnoso sistema di raccolta dell’acqua piovana, proprio come i bottini insomma, ma negli anni Venti gli archeologi che scoprirono il passaggio pensarono davvero di essere entrati nel mausoleo di Porsenna. E camminando sottoterra possiamo provare anche noi il brivido di sentirci un po’ Indiana Jones.

Nei cunicoli del Labirinto di Porsenna | Photo Credits Chiusi - Museo della Cattedrale

Nei cunicoli del Labirinto di Porsenna | Photo Credits Chiusi – Museo della Cattedrale

Anche un piccolo centro come Massa Marittima ha i suoi segreti sotterranei. In questo splendido borgo che domina le Colline Metallifere, storico avamposto senese in terra grossetana, ci si può calare nelle viscere della terra visitando il Museo della Miniera, ospitato nel cuore delle gallerie scavate nel travertino sotto il centro storico e allestite proprio da ex minatori, in modo da ricreare il loro ambiente di lavoro nel modo più fedele possibile, con tanto di vagoni per il trasporto degli operai e del materiale.

Massa Marittima vista dall'alto | Photo Credits Francesco Ianett

Massa Marittima vista dall’alto | Photo Credits Francesco Ianett

Ma le miniere non sono l’unico modo per scoprire la Massa Marittima sotterranea: seguendo il percorso delle Fonti dell’Abbondanza si sbuca nel maestoso edificio dove le grandi vasche davano da bere a tutto il paese. Qui, proprio sopra il pelo dell’acqua, si trova un affresco medievale davvero singolare: l’Albero della Fertilità, un grande arbusto sotto la cui fronda le donne si accalcano per cogliere i frutti. Cos’avrà di tanto speciale? Che a pendere dai rami non sono mele o pesche, ma giganteschi falli, per scongiurare la carestia e auspicare raccolti abbondanti. E chi non ha bisogno di un pizzico di fortuna, al giorno d’oggi?

Lo strano raccolto sotto l'Albero della Fertilità a Massa Marittima | Photo Credits The Nino

Lo strano raccolto sotto l’Albero della Fertilità a Massa Marittima | Photo Credits The Nino