Natale in Toscana vuol dire tante cose: neve sulle montagne, le città d’arte rivestite di luci e un impazzare di mercatini in tutti i borghi.

Il Natale è arrivato anche nel centro di Firenze [Photo Credits: Any.colour.you.like]

Il Natale è arrivato anche nel centro di Firenze [Photo Credits: Any.colour.you.like]

Il migliore è il Weihnachtsmarkt a Firenze, che trasforma Piazza Santa Croce in un angolo di Germania, con casine di legno cariche di giocattoli artigianali e dolci tedeschi, l’immancabile giostra con i cavalli e ovviamente fiumi di birra, brezel e strudel. Perfetto per fare un regalo originale per le amanti dell’handmade o per comprare addobbi per l’albero e per la casa che non troverete da nessun’altra parte.

Il mercatino di Natale tedesco in Piazza Santa Croce [Photo Credits: Nadia Fondelli]

Il mercatino di Natale tedesco in Piazza Santa Croce [Photo Credits: Nadia Fondelli]

La giostra diventa un pub durante il mercatino natalizio in Santa Croce [Photo Credits: Catherine B.]

La giostra diventa un pub durante il mercatino natalizio in Santa Croce [Photo Credits: Catherine B.]

Atmosfera più magica ad Abbadia San Salvatore, sul Monte Amiata, dove la vigilia di Natale si compie un rito speciale: la notte del 24 dicembre sulla piazza principale del paese vengono incendiate grosse cataste di legna, le fiaccole di Natale, che bruceranno fino all’alba. Dopo la mezzanotte sulle braci ardenti vengono arrostite salsicce, si beve vin brulé e si resta a veglia con gli amici tutta la notte. Ogni anno si rinnova così la tradizione che arriva dal Medioevo, quando gli abitanti dei villaggi intorno percorrevano la Via Francigena e venivano all’abbazia di Abbadia per assistere alla Messa di Natale, accendendo grandi fuochi per riscaldarsi nell’attesa.

Un fuoco per scaldare la lunga notte della vigilia di Natale ad Abbadia [Photo Credits: La Grande Neve]

Un fuoco per scaldare la lunga notte della vigilia di Natale ad Abbadia [Photo Credits: La Grande Neve]

Ma se davvero volete mescolarvi allo spirito toscano più dissacrante e godereccio, c’è un solo posto dove passare la vigilia: Pietrasanta. Il borgo della Versilia negli ultimi anni è diventato un piccolo gioiello, pieno di gallerie d’arte, enoteche raffinate e mostre di scultura sempre bellissime (e spesso molto controverse, come la statua gigantesca di Abdel Abdessemed che raffigurava la celebre testata di Zidane a Materazzi, che è stato uno degli argomenti più gettonati di questa estate).
La sera del 24 dicembre però è l’anina più semplice e autentica di Pietrasanta a tornare fuori: per tutta la notte nella piazza del Duomo e nelle vie del centro si tiene il Camel Ponce, una grande e spontanea festa popolare che raduna ogni anno 5 o 6mila giovani da tutta la Versilia. I locali sono aperti e servono rigorosamente ponce al mandarino, una bevanda che riscalda il corpo e gli animi.
E non c’è niente di più bello che augurarsi buon Natale immersi nei fumi alcolici e inebrianti di una bevanda che non a caso è nata a Livorno, perché mette davvero addosso una gran gioia di vivere.

Il classico bicchierino da ponce dopo la bevuta [Photo Credits: Corrado Alisonno]

Il classico bicchierino da ponce dopo la bevuta [Photo Credits: Corrado Alisonno]