Cosa c’entra la leggenda di Re Artù con la Toscana? Forse niente ma voglio svelarvi un segreto: l’unica spada piantata dentro una roccia di cui si abbia notizia in Europa si trova a pochi chilometri da Siena e non sembra che sia un falso storico.
A Chiusdino, immerso nella bellezza ipnotica delle Crete senesi, il gigante di pietra che dorme a guardia della spada è uno dei capolavori del gotico in Toscana. L’Abbazia di San Galgano.

i girasoli davanti all'Abbazia di San Galgano | Photo Credits Ruud Raats

I girasoli davanti all’Abbazia di San Galgano | Photo Credits Ruud Raats

Ci facciamo strada attraverso un campo di girasoli per raggiungere questo tempio a cielo aperto: costruita nel 1218, nei secoli l’Abbazia ha perduto la sua copertura e adesso resta solo il cielo a farle da tetto. Camminando tre le imponenti navate deserte, con le sole mura a fare da scudo al passaggio veloce delle nuvole, emerge una sacralità ancestrale, una spiritualità antica. Difficile resistere alla tentazione di rimanere finché non cala il buio, per spiare il manto stellato che spunta sopra la volta mancante.

Il cielo attraverso l'Abbazia di San Galgano | Photo Credits Siby

Il cielo attraverso l’Abbazia di San Galgano | Photo Credits Siby

Ma il segreto si trova più avanti, celato nella piccola Rotonda di Montesiepi, che sorge su una collinetta appena dietro l’Abbazia. Qui San Galgano visse e fu sepolto e proprio qui infisse la sua spada dentro la roccia. La troviamo nel centro esatto della cappella circolare: l’elsa spunta da uno sperone di roccia e dalle analisi effettuate risulta forgiata intorno al 1170.
Sembra davvero la spada che secondo la leggenda il giovane cavaliere Galgano conficcò nel terreno per formare una croce, nel punto esatto dove l’Arcangelo Michele gli aveva indicato di doversi ritirare a vita monastica. Un simbolo di purificazione insomma, sopravvissuto a oltre novecento anni di storia.

La Spada nella roccia dentro la Rotonda di Montesiepi | Photo Credits Fabio Gismondi

La Spada nella roccia dentro la Rotonda di Montesiepi | Photo Credits Fabio Gismondi

Se ancora non siete sazi di Medioevo, basta scendere verso il mare e attraversare di qualche chilometro il confine che divide la Toscana dal Lazio, per trovare un altro angolo rimasto intatto. Vi ricordate la spiaggia dove Troisi e Benigni incontrano Leonardo da Vinci nell’indimenticabile film Non ci resta che piangere? Quella striscia di sabbia sull’orlo del Fiora si trova proprio in Maremma e fa da sfondo al Castello di Vulci, un vero e proprio gioiello, con tanto di ponte levatoio, fossato ricavato dalle acque del fiume e ponticello sospeso sopra una gola alta trenta metri. Attraversandolo con il cuore in gola vi aspetterete quasi di trovare un doganiere dall’altro lato in attesa di porgervi la fatale richiesta: «Un fiorino!».

Il Castello di Vulci | Photo Credits Fabrizio

Il Castello di Vulci | Photo Credits Fabrizio