I contadini una volta dicevano che sotto la neve c’è il pane, perché si aspettavano che dopo un inverno rigido il terreno reso fertile dalla pioggia avrebbe regalato abbondanza di frutti. Forse avevano ragione, perché qui in Toscana è esplosa una primavera più rigogliosa del solito e quale modo migliore di festeggiarla che andare per prati? 

A caccia di fiori, ma soprattutto di bellezza. Nei giardini segreti che assomigliano a quelli che sognavamo di trovare da bambine, aprendo una porticina di legno nascosta sotto un ramo di glicine.

Un mare di tulipani | Photo Credits Ilaria Giannini

Un mare di tulipani | Photo Credits Ilaria Giannini

Basta passeggiare tra le camelie e le geometrie all’italiana della Villa Reale a Marlia per sentirsi una vera principessa: qui, nella più bella delle abitazioni nobili della Lucchesia, visse Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone e signora di Lucca, che si innamorò di questo angolo di campagna e lo ristrutturò secondo il suo gusto. Il teatro d’acqua, con la sua gigantesca vasca, le fontane e le cascate, riuscirà a stupirvi ma sarà il teatro di verzura a incantarvi: realizzato completamente utilizzando solo le siepi di tasso, persino le quinte e le luci, simulate da una sequenza di siepi sferiche, vide esibirsi i più grandi talenti dell’epoca, compreso Niccolò Paganini.

Il Parco della Villa Reale di Marlia | Photo Credits Sailko

Il Parco della Villa Reale di Marlia | Photo Credits Sailko

Dietro le quinte del Teatro di Verzura | Photo Credits Charles Wardell

Dietro le quinte del Teatro di Verzura | Photo Credits Charles Wardell

Non è un giardino, ma un angolo di pace immerso nel verde la Peschiera di Santa Fiora, sul versante grossetano del Monte Amiata: una gigantesca vasca in pietra circondata da un parco lussureggiante, ideale per un picnic in mezzo ai castagni. Costruita dagli Sforza come vivaio di trote e carpe, è alimentata dalle poderose sorgenti del fiume Fiora, che si possono ammirare visitando la piccola Chiesa della Madonna delle Nevi, proprio accanto alla Peschiera. La cappella infatti ha il pavimento in vetro: sotto i vostri piedi vedrete scorrere le fonti sorgive del fiume.
È l’acqua la signora e padrona di questi luoghi, rappresentata con il suo simbolo pagano: la statua dei delfini con il tridente che sormonta la Peschiera.

La Peschiera come uno specchio d'acqua imprigionato tra le case | Photo Credits Mattana

La Peschiera come uno specchio d’acqua imprigionato tra le case | Photo Credits Mattana

Anche la Peschiera è in fiore | Photo Credits Impressioni visive

Anche la Peschiera è in fiore | Photo Credits Impressioni visive

Scendendo verso il mare, a Capalbio, finiamo il nostro viaggio entrando letteralmente dentro un sogno, quello che l’artista Niki de Saint Phalle ci lasciò in dono nel suo Giardino dei Tarocchi. La scultrice impiegò diciassette anni per realizzare le ventidue imponenti figure in acciaio, cemento, vetro e ceramica che popolano il parco artistico, ispirato al Parque Guell di Gaudì a Barcellona. Ogni statua rappresenta uno degli arcani maggiori, a partire dal Mago (il Bagatto) e dalla Papessa che aprono questo percorso iniziatico e spirituale nel cuore della Maremma.
Impossibile non lasciarsi incantare dai riflessi del sole sui vetri, dai giochi di luci e colori, impossibile non lasciarsi permeare dalla potenza di questi antichi simboli, impossibile non chiedersi cosa volesse lasciarci Niki con il suo Giardino. Forse solo la possibilità di continuare a farci domande.

La statua della Luna nel Giardino dei Tarocchi | Photo Credits theGrandfather

La statua della Luna nel Giardino dei Tarocchi | Photo Credits theGrandfather

Nel cuore del Giardino dei Tarocchi | Photo Credits TuscanyArts

All’interno della statua dell’Imperatrice, nel Giardino dei Tarocchi | Photo Credits TuscanyArts