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Il Castello di Sammezzano visto dall’esterno [Photo Credits: lorz]

Il sogno di un visionario o la follia di un emarginato? Non è così semplice definire il Castello di Sammezzano, il più grande esempio di architettura orientalista in Italia che si trova a soli trenta chilometri da Firenze eppure rimane sconosciuto non solo ai turisti ma alla maggior parte dei toscani. Ispirato al Taj Mahal e all’Alhambra di Granada, il Castello nel comune di Reggello non assomiglia a niente che abbiate mai visto in Toscana. Sempre che riusciate a dare un’occhiata all’interno: la proprietà è privata e concede a un comitato di volontari di aprire le porte al pubblico soltanto due o tre giorni all’anno.

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La Sala dei Pavoni [Photo Credits: Sailko]

Tutto nacque nella fantasia del marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, architetto, botanico e stravagante intellettuale, che tra il 1853 e il 1889 trasformò quella che era la villa di famiglia in un monumento all’arte orientale: un profluvio di archi, cupole, arabeschi e capitelli, un miscuglio di elementi arabeggianti, indiani, islamici, intessuti di simboli mistici e massonici.

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La Sala dei Gigli [Photo Credits: Comitato Fpxa]

Le sale sono 365, come i giorni dell’anno, dalla multicolore Sala dei Pavoni alla Sala degli Amori, con le pareti color avorio finemente intarsiate, fino alla Sala dei Gigli, con le sue colonne. La memoria corre alla moschea di Cordova a Cordoba, al Palazzo Topkapi di Istanbul, all’Alcàzar di Siviglia ed è assurdo immaginare che ciò che altrove è nato come segno e lascito della cultura dell’epoca qui sia stato il semplice frutto di una sola mente: quella del marchese, che a quest’opera dedicò la sua vita.

La Sala della Virtus [Photo Credits: Sailko]

La Sala della Virtus [Photo Credits: Sailko]

Se sognate di ammirare con i vostri occhi il Castello di Sammezzano tenete d’occhio il sito del Comitato Fpxa e la loro pagina Facebook, dove verranno comunicate le prossime date di apertura, che potrebbero essere per la seconda metà di ottobre. E mi raccomando: siate velocissimi a prenotare la visita perché i posti si esauriscono molto in fretta.