I romani lo chiamavano marmo di Luni, dal nome della misteriosa popolazione che abitava questo lembo di terra incastrato tra il mare e i monti, tra la Toscana, la Liguria e l’Emilia. Sin dall’antichità l’oro bianco delle Apuane era il materiale più ambito e pregiato conosciuto al mondo, che solo i cavatori di Carrara erano in grado di rubare alle viscere delle montagne.
Un lavoro spietato, che ha temprato una genia dura come la pietra che estrae e libera, una razza di anarchici ancor prima che esistesse l’anarchia, come racconta anche Maurizio Maggiani nel bellissimo libro Il coraggio del pettirosso.

Carrara e le sue cave viste da Campo Cecina | Photo Credits Ondablv

Carrara e le sue cave viste da Campo Cecina | Photo Credits Ondablv

Basta seguire la via del marmo che da Carrara conduce a Colonnata per ritrovarsi sulla luna. Cattedrali di marmo che risplendono di luce propria, ponti sospesi nel vuoto dove passava l’imponente ferrovia marmifera. Una montagna colossale mangiata pezzo dopo pezzo dall’uomo. La vegetazione è povera, ha poca terra dove crescere, le case sono piccole cose, strette tra il ciglio del fiume e i blocchi di marmo: laggiù, lontano, il mare luccica come una promessa. I più avventurosi possono entrare nelle cave aperte al pubblico, come quella dei Fantiscritti, un anfiteatro scavato ne cuore della montagna, o la cava della Piana, che secondo la tradizione ispirò a Dante la visione dell’Inferno.

Nel cuore della cava Fantiscritti | Photo Credits David Gemignani

Nel cuore della cava Fantiscritti | Photo Credits David Gemignani

Tra le cave in attività c’è anche quella del Bacino del Polvaccio, Cava Michelangelo in onore del sommo artista che scelse proprio qui il blocco per la sua Pietà e per la tomba di Giulio II. Per trovare il marmo perfetto, lo scultore visse a Carrara per un lungo periodo tra il 1505 e il 1508: la casa dove abitò si trova proprio alle spalle del Duomo di Sant’Andrea, un capolavoro di architettura medievale.

Cave Michelangelo: un mare di marmo | Photo Credits Ilaria Giannini

Cave Michelangelo: un mare di marmo | Photo Credits Ilaria Giannini

 

Carrara, il cielo visto dal Duomo di Sant'Andrea | Photo Credits Turismo in Lunigiana

Carrara, il cielo visto dal Duomo di Sant’Andrea | Photo Credits Turismo in Lunigiana

Dopo tanta bellezza che ci ha riempito gli occhi – e altrettanta polvere di marmo che ci ha imbiancato i capelli – la destinazione finale del nostro viaggio non può che essere Colonnata: qui, dopo l’omaggio al Monumento del Cavatore, non resta che sedersi a una delle tante trattorie del borgo e gustare un piatto di lardo, magari con un bel pezzo di torta di erbi.

Il Monumento al Cavatore di Colonnata | Photo Credits Ilaria Giannini

Il Monumento al Cavatore di Colonnata | Photo Credits Ilaria Giannini

 

Apparizioni per le stradine di Colonnata | Photo Credits Paola Bonini

Apparizioni per le stradine di Colonnata | Photo Credits Paola Bonini

 

Degustazione di lardo di Colonnata con acciughe: provare per credere | Photo Credits Ilaria Giannini

Degustazione di lardo di Colonnata con acciughe: provare per credere | Photo Credits Ilaria Giannini