Finalmente il 2014 è arrivato, con il suo carico di buoni propositi e di speranze. E allora perché non provare ad accattivarsi la buona sorte con qualche rituale delle tradizioni popolari?
In Toscana il portafortuna più famoso è senza dubbio la Fontana del Porcellino a Firenze: la statua bronzea, realizzata nel 1600 da Pietro Tacca su ordine di Cosimo II de’ Medici, in realtà raffigura un cinghiale e fa la guardia sotto la loggia del Mercato Nuovo, a due passi da Ponte Vecchio.
Secondo la leggenda per attirare la fortuna bisogna strofinare il muso della statua, infilare una monetina dentro la bocca del porcellino e lasciarla scivolare giù: se cade dentro l’acqua sotto la grata il proprio desiderio verrà esaudito.

La statua del Porcellino davanti alla loggia del Mercato Nuovo a Firenze [Photo Credits: Lyosha Beshenov]

La statua del Porcellino davanti alla loggia del Mercato Nuovo a Firenze [Photo Credits: Lyosha Beshenov]

Il muso del Porcellino è diventato dorato a forza di essere lucidato ogni giorno: stessa sorte è toccata alla lucertolina in bronzo scolpita sulla porta centrale della Cattedrale di Pisa, in Piazza dei Miracoli. Il piccolo animaletto a due code è considerato un talismano, tanto che i ragazzi che stanno per dare la maturità si danno appuntamento qui a cento giorni dall’esame da tutta la Toscana.
Secondo la tradizione toccare il cane, il ranocchio e soprattutto la lucertola fa avverare i sogni, forse perché le due code erano viste nell’antichità come un segno di abbondanza, e quindi di fortuna.

La lucertola a due code sulla porta della Cattedrale di Pisa

La lucertola a due code sulla porta della Cattedrale di Pisa

Ma la leggenda meno conosciuta la troviamo in Lunigiana, il lembo di terra incuneato tra Ligura, Emilia e Toscana ricchissimo di misteri, come le splendide statue stele di Pontremoli, monumenti in pietra preistorici il cui significato è ancora oscuro.
Nell’antico borgo di Bagnone la Dea bendata si nasconde sotto una delle colonne del portico medievale, nelle sembianze di un giglio fiorentino, scolpito intorno al 1400. Si racconta che strofinando per tre volte di fila il fiore in pietra arenaria si otterrà tutto quello che si desidera.
Solo una leggenda, che però ha fatto il giro del mondo quando a Bagnone è stato vinto il Superenalotto: nel 2009 in questo paesino di duemila anime qualcuno ha giocato una schedina da due euro e si è portato a casa 149 milioni di euro. Il vincitore è rimasto anonimo, ma da allora sono in tanti ad essere saliti in pellegrinaggio fino al borgo per toccare il giglio e ricevere in cambio un pizzico di fortuna.

Il borgo di Bagnone, in Lunigiana

Il borgo di Bagnone, in Lunigiana