Per ammirare un’opera d’arte in Toscana non sempre è necessario entrare in un museo: a volte basta ritrovarsi a passeggiare in una stradina di campagna per imbattersi in un’installazione artistica perfettamente inserita nel territorio.

Una delle sculture di Staccioli a Volterra [Photo Credits: Anne Jacko]

Una delle sculture di Staccioli a Volterra [Photo Credits: Anne Jacko]

Come succede sulle colline intorno a Volterra, dove le gigantesche sculture geometriche di Mauro Staccioli si stagliano contro lo splendido paesaggio, creando un contrasto affascinante tra l’immagine tradizionale dello scenario toscano per eccellenza e le sue opere, che diventano quasi cornici attraverso cui rileggere con occhi nuovi il panorama.

Tuttomondo di Keith Haring a Pisa [Photo Credits:  Eisabeth Skene]

Il grande murales di Keith Haring a Pisa [Photo Credits:
Eisabeth Skene]

Un altro angolo nascosto di arte contemporanea in plein air lo scopriamo invece a Pisa, dove nei pressi della stazione si trova un coloratissimo murales di Keith Haring, una delle pochissime opere d’arte del writer statunitense conservate in Italia e l’unica pensata per essere permanente.
“Tuttomondo”
è stato dipinto da Haring nel 1989 su una parete della chiesa di Sant’Antonio Abate: 180 metri quadrati in cui si intrecciano oltre trenta figure di esseri umani ma anche animali, che simboleggiano la pace e l’armonia del mondo.

Un dettaglio di "Tuttomondo" [Photo Credits: tim rich and lesley katon]

Un dettaglio di “Tuttomondo” [Photo Credits: Tim Rich and Lesley Katon]

Arriviamo fino alle pendici del Monte Amiata per visitare il Giardino di Daniel Spoerri a Seggiano: creato dall’artista svizzero negli anni Novanta conserva un centinaio di opere di quaranta personalità del mondo dell’arte, inserite tra boschi, cipressi e ulivi.

Il Giardino di Daniel Spoerri [Photo Credits: Thomas M. Zimmermann]

Nel Giardino di Daniel Spoerri [Photo Credits: Thomas M. Zimmermann]

Quindici ettari di terreno dove le sculture dialogano con la natura: a volte sono maestose, come il labirinto murato in pietra, altre volte sono più discrete, quasi nascoste tra gli alberi. Scoprirle tutte è un percorso unico e incantevole, sintetizzato bene nel motto che accoglie i visitatori all’ingresso del parco: “Hic terminus Haeret”, qui aderiscono i confini.

Una delle sculture del Giardino di Daniel Spoerri [Photo Credits: Salvatore Barbera]

Una delle sculture del Giardino di Daniel Spoerri [Photo Credits: Salvatore Barbera]

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