Forse somiglia di più alla desolata Montagna Solitaria, nelle cui viscere Bilbo affrontò il drago Smaug, che a quella incantata di Thomas Mann, ma sicuramente è magica.
Stiamo parlando del Monte Labbro, 1190 metri di massi spogli e ginepri: un cono di calcare sovrastato dall’Amiata, che non solo è più verde di lui ma anche molto più famoso. Il nostro viaggio nella Toscana Nascosta riparte da qui: vi siete mai immaginati che nel cuore della Maremma fosse nata una religione parallela a quella cattolica che è arrivata fino ai nostri giorni?

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In cima al Monte Labbro | Photo Credits Wiwibea

Alla fine dell’Ottocento David Lazzaretti, di professione barocciaio, si proclamò il secondo Cristo e fondò proprio sul Monte Labbro, luogo iniziatico e sacro dove aveva ricevuto le sue visioni, una comunità: ottanta famiglie di contadini che vivevano in totale comunione di beni. Un’utopia socialista insomma, più che una nuova religione, e infatti Lazzaretti non fece una bella fine: durante una processione verso Arcidosso un carabiniere lo freddò con un colpo in fronte.

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Torre a spirale sul Monte Labbro | Photo Credits Luca Deravignone

I ruderi della torre a spirale della Chiesa Giurisdavidica emergono ancora oggi dalla nebbia, che orla i bordi del Labbro anche nei giorni migliori. Una porticina stretta conduce nel cuore della montagna, alla cappella sotterranea con il suo altare ornato di simboli e fiori, e c’è sempre qualcuno che si diverte a disegnare spirali sull’erba, sentieri di pietra che non portano da nessuna parte. Impossibile non sentire un brivido lungo la schiena, mentre lo sguardo insegue la linea del mare, che brilla sull’orizzonte.

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Monte Labbro visto dall’alto | Photo Credits Luca Deravignone

E davvero sembra esserci qualcosa di magico in questa terra, tanto che è diventata la sede della comunità Dzogchen, che segue una dottrina di derivazione buddista e ha fondato qui il suo quartiere generale europeo, il centro Merigar.
Così scendendo dal Monte Labbro vi capiterà di imbattervi nei monumenti votivi al Buddha e nelle bandierine di preghiera che colorano la vallata e trasformano il paesaggio maremmano in un angolo di Tibet.

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Prayer flags, bandiere di preghiera buddiste | Photo Credits TiagoPereira