Il bravo Silvio Soldini l’avrà fatto un giro al Centro Cicogne di Racconigi?

Me lo sono chiesta dopo aver visto il suo ultimo film Il Comandante e la Cicogna, ma avendo dimenticato di salvare il suo numero di cellulare in rubrica non ho potuto chiederglielo. La cicogna di Soldini è una presenza rassicurante, portatrice di un’ancestrale saggezza. Lei parla un linguaggio antico, dimenticato dagli uomini, ancora vivo in chi si è saputo custodire segretamente un cuore di bambino. E’ un film adorabile, consigliato anche solo per farsi un tour un po’ diverso della città (è interamente girato a Torino).

[Qui un breve e stuzzichevole backstage per i cinefili più appassionati.]

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©Guido Bisattini

Se la cicogna del film di Soldini è una cicogna un po’ speciale, non lo sono da meno quelle che ogni anno tornano a Racconigi. Circa 40 km a sud di Torino, in questa piccola cittadina dal fascino fiabesco, ogni primavera si rinnova un miracolo: da ormai 28 anni le cicogne nidificano, trovando sotto quel cielo un ambiente ideale per far crescere i loro piccoli.

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©Raffaella Todaro

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©Raffaella Todaro

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©Raffaella Todaro

Quella dell’Associazione Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi è una storia meravigliosa. Cominciata negli anni ’80 grazie alla sensibilità del Signor Bruno Vaschetti, ornitologo e propietario della cascina da cui il sogno dell’oasi è partito.

Nel 1980 ci fu la nidificazione spontanea di una coppia di cicogne vicino Racconigi; se quel nido fosse andato a buon fine forse non ci sarebbe stato bisogno di creare un centro. Invece ci fu un clamoroso colpo di scena: le due cicogne avevano già costruito il nido su un pino strobo, quando una di loro si spinse fino a Scarnafigi, dove il presidente dei cacciatori del paese le tirò una fucilata. La bravata gli costò cara, e la voce della sua punizione esemplare si sparse, così che da allora non ci furono più episodi di bracconaggio. Se è vero che la ripresa spontanea fallì, prese però il via il meraviglioso progetto di reintroduzione: una di quelle cosebelle che fanno recuperare fiducia nell’umanità
E’ così che il signor Bruno ha deciso di creare una vera e propria oasi per permettere agli uccelli migratori di sostare e trovare l’ambiente ideale per riprodursi. Per iniziare, una coppia di cicogne è stata adottata e cresciuta in cattività. Pian piano poi la popolazione è aumentata fino ad arrivare, stagione dopo stagione, nido dopo nido, al risultato di oggi, stabile da qualche anno: 30-33 coppie di cicogne nidificanti, la metà delle quali di origine selvatica.
I dettagli di questa bella storia li racconta molto bene la giornalista e zoologa Caterina Gromis di Trana nel suo articolo pubblicato sul sito del Centro Cicogne, e che potete leggere qui.

Non fatevi mancare quindi una gita a Racconigi, luogo incantato, tutto italiano, in cui si narrano storie fiabesche, tra castelli, nidi di cicogne e antiche leggende tutte da scoprire.

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E, per finire, un’ultima cosabella.

Dove:
Associazione Centro Cicogne e Anatidi
Via Stramiano, 30 – 12035 Racconigi (CN)
www.cicogneracconigi.it