Sinceramente? A me EXPO è proprio piaciuta per il suo riuscire a sorprendermi.
La mia visita ad EXPO Milano 2015 è partita con scetticismo dall’Olanda. L’arrivo è indolore (almeno via metro e nuova stazione), l’ingresso immediato, l’organizzazione interna è solida considerando l’enorme quantità di strutture, eventi e visitatori. Era caldo, caldissimo, ma le vele di cardo e decumano sono il salvavita definitivo, le fontanelle dell’acqua anche. Insomma è piacevole, unico problema: le sempiterne code! Purtroppo sono riuscita a visitare solo il 50% dell’esposizione, ma intanto vi propongo la mia top/down 5 (in ordine alfabetico).

1 | Argentina: il padiglione più ammaliante

Expo Milan - dia 2 b_0

Primo, per l’odore di carne alla brace e empanadas. Secondo, per i musicisti di tango affascinanti e suonatori a piedi scalzi, nonché ottimo palliativo per la coda a spirale. Tre, per le proiezioni interne.

2 | Barhain – il padiglione che vale il prezzo del biglietto

15_ExpoBahrain

L’architettura di Anne Holtrop vince, creando un’oasi di qualità nella confusione visuale dell’Expo e una camminata intrigante fra il design della caffetteria e del cemento bianco, i giardini da frutto, e l’arte di Armin Linke. Le forme geometriche sono ispirate all’archeologia del tempio di Barbar e alla ricchezza culturale della nazione. È una bellezza semplice, tutta da conservare e ricostruire per tutti i posteri, non solo per quelli barniani.

3 | Brasile – il padiglione più ginnico

11036074_935689469787495_3828789670711024009_o

È uno dei padiglioni più chiacchierati. E sì, quelle reti sembrano decisamente divertenti, purtroppo però limitano il numero di accessi, e fanno divertire solo una parte dei visitatori. Da vedere assolutamente se ad Expo rimanete 2 giorni, altrimenti sul litorale romagnolo potete ricreare l’esperienza in modo più veloce.

4 | Italia – il padiglione più accodato

unnamed-2

Per sconfiggere le due ore (in media) di coda, andate nel pomeriggio (almeno non è assolato) e acquistatevi un gelato dal carrello delle delizie sul cardo. Pena, la sopravvivenza. E ne vale questa pena? Nì, l’architettura è imponente, ma cheap. La mostra promette contenuti, ma non li comunica. Ottime l’esperienza visuale e la camminata alla scoperta dei vari spazi. Suggerimento: se la coda è al massimo di un’ora e siete stanchi di camminare, fatevela; altrimenti, tirate dritti.

5 | Olanda – il padiglione più sincero

Expo-2015-padiglione-Olanda-1-640x424

La prima reazione alla vista del padiglione olandese? Un grande sorriso. La non-originaliltà e rinomata piattezza olandese è tutta lì all’aria aperta, papale papale con i suoi food truck (ormai in Olanda il cibo sembra possa essere servito solo su ruote) e i suoi pochi piatti tipici: bitterballen, stroopwaffel, frittes e birrette. L’atmosfera è carina, ma votata totalmente al mero consumo.

E altri consigli sui padiglioni imperdibili ad Expo Milano 2015 li trovate anche qui e qui!