Non calpestate le aiuole, potreste ritrovarvele nel piatto…

Quest’articolo per me è un paradosso, perché notoriamente non ho il pollice verde (sono riuscita a far “lessare” un cactus anni fa) e dovrei parlare di come cucinare con i fiori.
Niente paura, c’è sempre il modo di trovare un buon fioraio che commercia in fiori “biologici”, ossia coltivati senza l’uso di pesticidi e potremo metterci all’opera per realizzare una bella ricetta profumata e… gustosa.

Parliamo di fiori ornamentali ovviamente, perché ci sono “fiori” che quotidianamente vengono usati nelle pietanze più comuni e che non cataloghiamo come tali (il carciofo ad esempio, il cavolfiore, o i capperi!).
L’accortezza nell’usare i profumi del nostro balcone sta nel lavarli accuratamente sotto acqua corrente, usare solo i petali, asciugarli su carta assorbente e conservarli per non più di tre giorni, come le insalatine fresche.
Ah, e ovviamente scegliete solo fiori edibili, il che equivale al portare i funghi raccolti nel bosco ad un centro micologico.
Alcuni fiori assolutamente da evitare a pranzo? L’anemone, la camelia, il ciclamino e l’oleandro, velenosissimi.
Tantissimi invece quelli che potrebbero arricchire le vostre insalate, a seconda del gusto che preferite (o del colore): la rosa, che sa di mela, il geranio acidulo, l’amaro crisantemo (ottimo fritto), i pepati garofani, la dolce lavanda…
Oltre a colorare i vostri piatti caldi e freddi, se ne possono realizzare di freddissimi, ad esempio dei gelati o dei sorbetti molto profumati (al glicine ad esempio); sempre restando sul dolce, oltre a sgranocchiarli (mai assaggiate le violette candite?) potreste bere dei liquori molto particolari (pare che addirittura Leonardo da Vinci ci abbia tramandato la sua ricetta per il rosolio ai petali di rosa).

Se l’argomento vi appassiona e amate i viaggi, organizzate una spedizione culinaria in Corea: a Seoul c’è un mercato che è una vera “Sanremo gastronomica” specializzata in fiori commestibili, che potrete assaggiare nelle tradizionali ricette che sono un vero tripudio del gusto, della vista e dell’olfatto.

Non pensate quindi di sembrare delle capre se vi ritroverete a mangiare margherite… ma non mangiate la foglia, mi raccomando!

Tutte le foto sono del sito Fioricommestibili.