Per fare un albero ci vuole un seme una storia e tante persone.

C’era un volta un passatempo particolarmente caro ai surrealisti, e – scommetto che ci avrete giocato tutti – consisteva nel creare frasi completamente a caso: ogni giocatore aggiungeva una parola alle precedenti senza però conoscere il resto della frase, dando vita a non-sense o creazioni inaspettatamente geniali.
Sebbene il nome del gioco non sia proprio esaltante (si chiama exquisite corpse) si tratta in realtà di un passatempo innocuo che ha avuto gli sviluppi più disparati, dall’arte ai libri per bambini.

Gli ultimi, in ordine cronologico, ad ispirarsi a questo gioco per un progetto interessante sono stati  Aaron Koblin e Chris Milk, che insieme a Google e alla Tate Modern hanno creato This Exquisite Forest, vero e proprio esperimento di arte e creazione collettiva.
La foresta di Aaron e Chris, infatti, non è fatta proprio di alberi veri: i semi sono piantati da artisti famosi o semplici utenti e non sono semi veri, ma principi di animazione (paragonabile a un piccolo incipit che originerà una storia) e poche semplici regole per continuare l’esperimento; ogni alberello è una storia a sé, ogni ramificazione uno sviluppo differente. Quanti e quali finali può avere ogni animazione? La decisione spetta ad ognuno di noi. Chiunque, infatti, può contribuire, sia per piantare un nuovo alberello, sia per continuarne uno già esistente.

Sviluppato da Punk&Butler (gli stessi degli splendidi The Perrier Mansion con Dita Von Teese e We Used to Wait, il video interattivo degli Arcade Fire), This Exquisite Forest si ispira in realtà anche ad un precedente progetto di Koblin e Milk, l’interessante The Johnny Cash Project, e da luglio è protagonista di un’installazione alla Tate di Londra.
E voi, che aspettate a piantare un seme — ops, volevo dire, a iniziare una nuova storia?