Sms, messaggi vocali, note sul cellulare, e-mail: col passare del tempo, la scrittura a mano (per lasciare messaggi, prendere appunti e scrivere testi) è sempre più rimpiazzata dai caratteri digitali.
Eppure, la grafìa rimane sempre una delle cose più personali e riconoscibili degli esseri umani, tanto da essere, secondo alcuni, indicativa addirittura della personalità.

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Perché allora non unire tecnologia e manualità, caratteri tipografici e scrittura a mano, non solo inventando una font che riproduca in modo fittizio la grafia ma, al contrario, raccogliendo il maggior numero possibile di caratteri manuali e ricavandone il primo Universal Typeface?
E’ proprio questa, infatti, la missione di Bic: chi meglio della famosa marca di penne a sfera, infatti, poteva dedicarsi alla raccolta di tutte le scritture a mano del mondo (o comunque, una sostanziosa fetta), per poi creare un type scaricabile ed utilizzabile?

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Crowdsourcing digitale e connessione tra persone fisiche: un vero e proprio esperimento non solo grafico, ma anche sociale, che divide e confronta i caratteri anche per genere, età, professione e provenienza.
Non a caso Dennis May, Creative Managing Director di DDB Dusseldorf, agenzia pubblicitaria ideatrice del progetto, dice: “DDB’s heritage has always been and will always be about ideas that truly connect with the people. That’s why we’re very excited about the Universal Typeface – as we use a new technology to make that heritage come to life in a new way.”

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Ad agosto, sarà possibile scaricare la prima versione di “the Universal Typeface”, che potrà essere usato esattamente come tutte le altre font.
Al momento, il sito conta 99 paesi partecipanti e più di 430mila lettere disegnate, in costante crescita: cosa aspettate a prendere parte all’esperimento?
Buona scrittura manuale a tutti!