Ovvero il nastro di Moebius dello shopping.

Vi piacerebbe fare acquisti sino ad avere gli occhi che si incrociano, i bicipiti che crollano sotto al peso dei sacchetti, le ginocchia tremolanti, tutto senza smollare neanche un tallero?
Un modo c’è. In nome dell’arte, ovviamente. E della filantropia! Una win-win situation, come direbbero nell’Oxfordshire.

Il piano è questo: selezionare un negozio sull’orlo del fallimento/sfratto/chiusura forzata per varie ed eventuali; invitare tutti i vostri amici a presentarsi con una valigetta di quattrini e a svuotarlo letteralmente, portandovi via anche le viti degli occhiali dell’esercente; badare bene a farsi fare lo scontrino, che qui non siamo mica a Cortina; riempire un camion o due con i vostri acquisti e portarsi tutto a casa. Momento chiave: spacciare il tutto per opera di bene (così il negozio non deve chiudere! E il proprietario può finalmente comprarsi degli occhiali nuovi!) e rivendere lo scontrino come opera d’arte al prezzo del totale speso per riprendervi interamente quel che avete scialacquato.

E non solo! Otterrete anche del profitto rivendendo alcuni degli oggetti che avete comprato ma non volete più. Non male!

Scherzi a parte, l’idea è piuttosto scaltra, soprattutto se si pensa che ad averla avuta è lo stesso che a forza di baratti ha scambiato una graffetta rossa con una casa. Vera.

Insomma, questo gruppo di mattacchioni newyorkesi (giura!) ha reso felice Hercules, un adorabile vecchietto che da anni ed anni gestiva una drogheria nel West Village e che rischiava lo sfratto a causa della scadenza del suo contratto e relativo innalzamento astronomico dell’affitto.

Dopo aver acquistato tutto, per finanziare altre operazioni benefiche hanno trasformato tutti i prodotti in pezzi d’arte per rivenderli sul loro sito. Ad esempio potreste acquistare per $50 quello che apparentemente potrebbe sembrare un banale accendino arancione, ma che in realtà è un “Sole Portatile”:  una fiamma celestiale incastonata in plastica non biodegradabile. Spesso considerata la nemesis di Madre Natura, questo comodo strumento di Dio è l’artefice delle tante instabili costellazioni sopra alle teste del pubblico dei concerti rock.

Imperdibile?