e altri due o tre modi per giocare al graphic designer.

Quando per la prima volta ho tentato di spiegare a mio nonno (o forse era un mio amico, però diciamo il nonno che fa più colore) qual era esattamente il mestiere che avrei finito per fare di lì a poco, non immaginavo certo che quella sarebbe stata solo la prima di una lunga, deprimente serie di “Sì, ma quindi cosa fai esattamente? Cioè tipo tutto il giorno?” e “Chiedi a lei che sa fare i disegnini”.
Perché questa è la realtà, nel nostro mestiere: la parte più difficile, quella per cui servirebbe un master ulteriore, è far capire ai tuoi parenti cosa fai, e soprattutto che no, se stai davanti ad un computer tutto il giorno non significa che tu stia cazzeggiando dalla mattina alla sera.
Anche Fatimah Kabba, giovane designer newyorkese, dev’essere incappata spesso in questo tipo di situazioni, tanto che, come tesi di fine corso, ha pensato a The Pitch, il gioco di ruolo per imparare cosa vuol dire fare i grafici e i pubblicitari.

Rimasto per il momento, purtroppo, solo un prototipo (ma per poco non ce la faceva a diventare un progetto vero), The Pitch è concepito come un passatempo che, oltre ad essere divertente per tutti, mostri anche in maniera piuttosto realistica quello che succede ogni giorno nel lavoro di un designer: clienti, briefs, scadenze, il direttore creativo e, ovviamente, gli ambiti awards.

Nell’attesa che il gioco arrivi sui nostri tavoli, possiamo comunque divertirci con un po’ di giochi e applicazioni che hanno come protagonisti i caratteri tipografici (come questo e questo) e il kerning .

Giusto per provare che, anche mentre siamo davanti ad uno schermo e sembriamo cazzeggiare, in realtà stiamo sempre, inguaribilmente pensando al lavoro. E a come spiegarlo agli altri, divertendoli (e divertendoci).