Outsider non è solo colui che per propria o altrui volontá si trova ad essere escluso da una comunitá. È anche chi adotta un altro punto di vista, o chi è fuori dal campo visivo dell’altro: out-of-sight. Un’interessante riflessione coinvolge l’atto del vedere e dell’essere visti, la bellezza e il suo potere, nel progetto/documentario di Salome  Oggenfuss: The Other Side Of Fashion Week.

In uno spazio semi-virtuale – le Fashion Week di Parigi e New York – si compone un ritratto distante da quello proposto dai media. È proprio lì, dove essere corrisponde ad essere visto, che un gruppo di fotografi ossessionati dalla bellezza e allo stesso tempo invisibili allo sguardo altrui, rincorre i propri miti in un turbinio di tristezza, dedizione e follia.

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Essi non esistono, non guadagnano grazie al loro lavoro eppure perseverano nel tentativo di evadere una quotidianitá ancor più solitaria. Le modelle appaiono come semi-dee, sirene tentatrici sempre troppo vicine e sempre troppo distanti, che ammaliano con la promessa dell’appagamento di un desiderio che resterá inevaso.

Il documentario, attualmente alla ricerca di fondi su Kickstarter per un possibile ampliamento, scava la superficie della moda mostrandone le cicatrici profonde, quelle che non appaiono sulla pelle di porcellana delle mannequin, ma sul corpo di chi è estraneo, sconfitto, reietto.

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Un tentativo di raccontare gli esclusi, mostrandoli attraverso lo specchio deformante dell’industria della moda. Perchè spesso ciò che è interessante brulica nel sottosuolo, è sepolto sotto il glamour e i lustrini, soggiorna in quei luoghi dove a nessuno viene in mente di guardare.

Un vasto approfondimento sul progetto è stato realizzato in esclusiva da DAZED Digital – la versione online del celebre magazine DAZED&CONFUSED – noto anch’esso per l’originalità della visione nei confronti della Fashion Industry.

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Per una volta, dietro l’obbiettivo.