Per una fenomenologia del muschio, il vero evergreen della toilette di ognuna di noi.

Se non siete grandi amanti di fiori bianchi e agrumi, se anche in estate cercate un profumo deciso ma non troppo invadente: il muschio è perfetto per voi. Le offerte sul mercato sono davvero innumerevoli, ma i miei muschi preferiti sono senza dubbio questi tre: Claire de Musc di Serge Lutens, Musk di Lorenzo Villoresi e il Musk di Kiehl’s. Tre declinazioni molto differenti di una stessa nota madre che, secondo molte, ricorda “il profumo di pulito”. Eh già… La pulizia. Sapete da dove proviene questo fantomatico aroma? Il muschio bianco, o muschio sintetico, rappresenta il tentativo di riportare chimicamente l’aroma del muschio, ovvero la secrezione delle ghiandole del maschio di un cervo di piccola taglia dell’Indo Kush e dell’Himalaya, il Moschus moschiferus, “animale stanziale che provvede a marchiare il proprio territorio seminandoci le palline di muschio che si formano in due piccole sacche attaccate sotto la pancia molto simili ai testicoli. Il cervo lo lascia cadere durante la stagione degli amori proprio come se fosse un messaggio per le femmine, che contiene tutte le informazioni al suo riguardo; età, salute, patrimonio genetico e potenza sessuale, una vera carta d’identità olfattiva dall’effetto afrodisiaco”. Eccovi svelata la natura ormonale della nota regina di bagnoschiuma, creme per il corpo, deodoranti ed eau de toilette che conserviamo gelosamente nel nostro armadietto. Una bomba ormonale pronta ad esplodere, ma con numerosissime declinazioni.

Musk di Lorenzo Villoresi è una vero estratto di sensualità, rappresenta l’odore della donna decisa, che vuole farsi sentire avvolta in un’aurea profondamente enigmatica. Al primo spruzzo la freschezza di bergamotto, cardamomo e note fiorite, che preparano a un’intensa rosa davvero persistente -nota a favore. Dopo alcune ore resta il carattere autentico e deciso di questo mélange, in cui il fondo di muschio è stabilizzato da vaniglia e legno di rosa. Come tutti i profumi di questa maison, Musk è davvero un profumo di grande personalità, opera di una mano esperta che non tradisce alcuna esitazione.

Una versione meno intensa e più “facile” ma degna di nota è il Musk di Kiehl’s che, oltre ad intrigarci per il design classico, ci regala una piramide olfattiva interessante. Meno sfaccettato e intenso di Villoresi, questo Muschio è estremamente duttile, unisex, candidato a diventare un profumo perenne: quell’aroma che accompagna la tua pelle, la casa, i bagni… Insomma preparatevi a non abbandonarlo mai. Come spesso accade in questi bouquet, anche qui il profumo si apre con agrumi freschi e rosa, ma a differenza del precedente risulta meno frizzante all’olfatto: ylang ylang e patchouli concludono un viaggio rassicurante. Insomma, il muschio classico che non entusiasma follemente ma nemmeno delude mai.

Finalmente si passa a uno dei miei estivi preferiti: Clair de Musc di Serge Lutens. Se ci sono muschi carnali, profondamente animali e conturbanti, quello di Serge Lutens è l’esatto opposto. Un muschio luminoso e trasparente, di una bellezza raggiante. Senza dubbio sono l’iris e i petali di neroli a conferirgli l’aria tenera e floreale.

Questo profumo ha un fascino delicato che ci fa pensare al bianco opalescente della luna. Christopher Sheldrake ha compiuto un lavoro mirabile ed elegantissimo con un mélange come questo: il modo perfetto per realizzare se stesse in una fragranza senza problemi, senza difficoltà, semplice ma niente affatto superficiale. Non cosa da poco di questi tempi, che dite?