A bit of chaos in Berlin.

Avvertenze per la lettura: se siete soliti prenotare alberghi dall’aspetto impeccabile, i cui algidi interni riescono a celare le coordinate della vostra stanza, questo post non vi entusiasmerà. Al contrario, se le storie nascoste nelle mappe delle città vi appassionano, le probabilità che passerete almeno una notte al Michelberger Hotel di Berlino sono in aumento.

Se non fosse per l’insegna verticale, la pensilina luminosa sopra all’ingresso e i grandi archi del piano terra, probabilmente si passerebbe di fronte a questo edificio del secolo scorso, ignorandolo o azzardando ipotesi sulla precedente funzione. La metamorfosi da ex fabbrica ad albergo per  viaggiatori indipendenti ha preso il via nel 2009, da un’idea del giovane proprietario Tom Michelberger. A curare l’intervento di recupero è stato il designer Werner Aisslinger, classe 1964, esperienze al fianco di Jasper Morrison e Ron Arad a Londra e Michele De Lucchi, in Italia.

“Perché lasciare lo spirito ribelle e creativo di Berlino sullo zerbino?”, devono essersi chiesti nel concepire gli spazi comuni e le stanze del Michelberger. Ed in effetti soggiornare qui vuol dire amplificare  l’esperienza di viaggio nella capitale tedesca. A partire dal grande spazio in cui sorge la reception, una discreta isola circolare in legno, i rimandi alla città abbondano, senza cadere nel nostalgico.

L’atmosfera è pervasa da richiami all’architettura moderna e da memorie dell’operoso passato dell’ edificio, restituite attraverso il pavimento in calcestruzzo e i telai di ferro delle librerie.

The Michelberger way è un mix di artigianalità e vintage, fatto di oggetti provenienti dai mercati delle pulci, riviste d’annata reimpiegate in ampi paralumi, arredi scovati nei negozi di antiquariato. “These elements have a story behind them, a connection to the past of this city. You typically see this around Berlin, but not in hotel rooms!”, racconta la stylist Anja Knauer che in sinergia con Sibylle Oellerich ha curato le camere da letto.

Si può scegliere di soggiornare in diverse tipologie di stanze, individuando la più adatta alle proprie esigenze dal nome, in realtà un numero, rivelatore delle dimensioni. Si va dalla 33m3, un piccolo spazio ad alto contenuto di stile per un soggiorno breve, alla 55m3, suggerita per le coppie, con due letti singoli su un piano rialzato ed arredi realizzati a mano, fino alla 88m3, perfetta per 4 ospiti.

Per i più esigenti c’è l’opzione “The Luxus” con letto king size e maestosa vasca da bagno, mentre è suggerita per band itineranti, gruppi di viaggiatori o team di professionisti  “The Big One”: i letti, posti al di sopra del bagno, liberano il piano inferiore, rendendolo uno spazio per il lavoro e per la socializzazione.

Durante tutto l’anno lo staff dell’hotel promuove l’utilizzo del cortile interno, del bar e degli ambienti comuni attraverso un fitto programma di iniziative. Naturalmente, porte aperte a tutta la città!

Thanks to Tom Michelberger

Michelberger Hotel

Warschauerstr. 39-40

10243 Berlino