…And everybody goes “Awww!”

Ogni giorno ci lasciamo ispirare dal lavoro di qualcuno: che siano racconti, musica o illustrazioni poco importa.
Eppure, in tutte le passioni e i mestieri creativi (ma spesso anche in tutte le passioni e i mestieri in generale), lasciarsi ispirare non è solo questione di note, parole e segni: c’è qualcosa in più, qualcosa che riguarda la vita stessa, e passa per il rischio, la soddisfazione e quel misterioso bisogno di espressione che ogni giorno ci spinge a continuare con passione quello che facciamo.

Se per l’ispirazione in sé possiamo contare su siti internet, mostre e libri, a volte la necessità che abbiamo di conoscere le storie di chi ci ha ispirato non è così facile da saziare. Lo sanno bene Ryan Essmaker e Tina Essmaker, che spinti da una grande curiosità e dalla voglia di fare domande e ricevere risposte, hanno deciso non di mostrare lavori come la maggior parte dei blog, ma di raccontare le storie delle persone; persone scelte non a caso, ma lasciandosi guidare da una bella frase di Jack Kerouac:

Tutto questo è The Great Discontent. Un blog, o meglio “a journal focusing on creativity, risk, and what connects us as artists”, in cui gli Essmaker (designer e fotografo lui, editor e scrittrice freelance lei, già creatori di Designing Monsters) intervistano creativi di ogni genere. Designer famosi e bravissimi come Jessica Walsh, ma non solo: ci sono anche scrittori, fotografi, artisti e musicisti, tutti accomunati da una grande creatività e una bella storia da raccontare.

Dopo un anno di vita — e circa 800 ore di lavoro, The Great Discontent ha collezionato ben 50 interviste e più di 260,000 lettori sparsi in ben 139 Paesi. Numeri che sono destinati a crescere: ogni martedì, infatti, un nuovo personaggio appare nell’archivio, e i lettori sono invitati a proporre gli artisti che vorrebbero fossero intervistati. Unica regola: possibilmente non autoproporsi. E poi va da sé, scegliere “the mad ones”, così che tutti possano dire “Awwww!”.