Stella Gibson, detective della Metropolitan Police di Londra, viene chiamata dal capo della polizia di Belfast per revisionare l’indagine sull’omicidio dell’architetto Alice Monroe. Dopo aver esaminato la documentazione relativa alla morte della giovane donna, intuisce che l’assassinio della Monroe presenta caratteristiche analoghe a quello di un altro caso irrisolto. Le vittime sono entrambe trentenni professioniste in carriera, così simili fisicamente da sembrare sorelle. I loro corpi, dopo l’omicidio, vengono lavati, riposizionati accuratamente, probabilmente fotografati. Stella Gibson non ha dubbi: dietro la morte delle due ragazze si cela un’unica mente malata.

Gillian Anderson

Paul Spector vive quotidianamente un rapporto ossessivo-compulsivo con la morte: di giorno aiuta i suoi pazienti ad elaborare il lutto nelle vesti del pacato e rassicurante psicoterapeuta. Nel silenzio della notte, mentre moglie e figlioletti dormono, si trasforma in un serial killer che prova piacere ad uccidere per strangolamento giovani donne dalla lunga chioma corvina.

Courtesy of BBC Two

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Stella e Paul sono i protagonisti assoluti di The Fall, nuova miniserie inglese trasmessa su BBC Two, la cui visione è straconsigliata per diverse ragioni: prima di tutto il ritorno di Gillian Anderson, la mitica Dana Scully di X-Files, nel ruolo della detective. L’attrice americana, che qui recita con perfetto accento anglosassone, seduce lo spettatore nel ruolo dell’ ispettrice acuta, algida e affascinante che stravolge il modus operandi del commissariato di Belfast. A interpretare il serial killer troviamo invece Jamie Dornan, conosciuto al grande pubblico per la sua partecipazione alla serie tv di successo Once upon a time e soprattutto per il ruolo del Conte Fersen nella Maria Antonietta riletta in chiave pop da Sofia Coppola. Il bellissimo attore e modello irlandese, è straordinariamente credibile e abile nel conferire al personaggio di Paul Spector la giusta dose di ambiguità, impenetrabilità ma anche dolcezza.

Courtesy of BBC Two

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La sceneggiatura di The Fall, costruita attorno ai due interpreti principali, è un altro punto di forza della serie. Essa assume un ruolo fortemente simbiotico e in un continuo incrocio di prospettive lo spettatore osserva la quotidianità dei due protagonisti: il metodo deduttivo della detective parallelamente alla progettazione del prossimo delitto del killer; la preparazione fisica di Stella e l’allenamento pre-omicidio di Paul; la fragilità e le ombre della rappresentante della legge e il lato umano dello psicopatico assassino. The Fall è strutturato come un gioco di strategia in cui le pedine della scacchiera si confondono, assumendo la stessa tonalità di grigio. E vi assicuro che in questa serie fare il tifo per la polizia non è così ovvio…

Se vi aspettate il solito crime dal ritmo sostenuto, resterete delusi. Non solo in The Fall l’ identità del killer viene rivelata fin dalla prima sequenza, ma l’evolversi dell’ indagine procede secondo i tempi della realtà senza che si perda nulla, tuttavia, in termini di suspance. Una serie scarna, ma allo stesso tempo curatissima che ricorda lo stile essenziale e l’originale mix di violenza e malinconia presente nelle opere dei giallisti svedesi e nei film da essi derivati.

Courtesy of BBC Two

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Sarebbe stato alquanto banale ambientare The Fall a Londra, da sempre scenario privilegiato di indagini ed efferati omicidi sia in campo letterario che cinematografico. La duplice relazione tra cacciatore e preda – quella a debita distanza tra detective e serial killer e quella molto ravvicinata tra Paul e le sue vittime – si snoda invece in una Belfast silenziosa e innocua, e location inconsueta in cui il ricordo dei conflitti nord-irlandesi è impresso solamente nelle foto dei poliziotti caduti, che campeggia in commissariato. Dopo quarant’anni di bombe e migliaia di vittime innocenti, la morte continua ad aleggiare sull’Irlanda del Nord: essa viene svuotata dalle implicazioni politico-religiose del suo drammatico passato, ma risulta altrettanto sconcertante nella sua macabra passionalità. Paul Spector si attiene scrupolosamente al suo credo, e forse solo alla fine di The Fall scopriremo quale esso sia, poichè come dice l’assassino in un dialogo con la moglie “Nessuno sa cosa succede nella mente degli altri, la vita sarebbe insopportabile se lo sapessimo”.