Ovvero i comunisti mangiano i bambini.

Nel corso dell’eterna indagine sui contenuti della mia coscienza, ho riscontrato un enorme buco nero circa i giudizi di valore sui film tratti dai fumetti. Mi seducono, sarà per i colori sfavillanti o per tutti quei pettorali e addominali diseganti sui costumi dei loro nerboruti eroi, oppure perchè mio fratello monopolizzava il telecomando da quando sono nata, costringendomi a guardare Gig Robot d’acciaio invece che Candy Candy. Avete presente l’imprinting cui Konrad Lorenz sottoponeva le oche? Ecco, io sono la tenera ochetta, e l’eroe mascherato è Konrad, solo coi muscoli.

Ad ogni modo, ostentando superiorità al grido di “Ma dove mi avete povtato bifolchi, io volevo vedeve Bellocchio e la sua lucida analisi sull’eutanasia nell’ambito della teovia della globalizzazione” – il personaggio va sempre mantenuto – mi sono accomodata sulla poltrona del cinema silenziosamente gongolante come il burro nei pop corn, pronta a godermi due ore e mezza di battute sagaci e bicipiti ipertrofici.

Premetto che non tifo per il cavaliere oscuro. Sono pronta ad attirarmi le vostre ire ma detesto Christian Bale. Anzi mi correggo, ho sempre tifato per i cattivi in ogni Batman della serie. Ma chi li fa i casting? Però Christian/Wayne non mi va giù.  Ho capito che ti hanno fatto fuori i genitori e ti è toccata la cattiva sorte di non lavorare nemmeno un giorno della tua vita perchè sei miliardario, e, ok hai un petulante maggiordomo inglese sempre tra i piedi, e vivi in una città corrotta e dove fa sempre buio presto, però animo amico mio animo! Cos’è quella faccia appesa, i giochini che ti confeziona il tuo amico scienziato usando i soldi della fondazione non ti divertono più? Schiere di depravate gattine in latex che ti leccano la faccia sono diventate niente di più che un piacevole diversivo per te? E allora? Perchè quell’espressione eternamente sofferente, essa rivela che non vuoi altro che attirare l’attenzione perchè non è sano stare reclusi per otto anni perchè ti hanno ucciso Maggie Gyllenhaal e poi uscire con una tutina aderente gridando che sei l’uomo pipistrello mentre tiri botti di Capodanno a forma di Batsegnale. Depressione, poi narcisismo, poi megalomania, infine delirio d’onnipotenza.

E Bane che cosa dovrebbe fare allora? Cresciuto in una buca nel sottosuolo, vittima di pestaggi, pestilenze, senza una lira, un caldo boia, una puzza pazzesca, in barba alle più basilari norme igieniche e alla convenzione di Ginevra, tutti i giorni a cercare di scalare una parete di tre metri e poi ti viene detto che ci riesce pure un bambino, bastava non mettersi la corda di sicurezza. Cioè, pensaci un attimo. Poi finalmente esci, ti mettono in faccia una sorta di apparecchio ortodontico elaborato da un dentista cieco e sadico che, è evidente, non ti permette di lavarti i denti, nè mangiare, nè avere una vita sociale accettabile. Beffa delle beffe, vieni doppiato in modo indegno da Filippo Timi. Dunque sei affamato, arrapato, puzzolente, doppiato in modo indegno e nonostante ciò cerchi ancora di fare il bene dell’umanità. In che senso? Direte voi. Ma riflettete un secondo.

La rivoluzione. Gotham City è una città corrotta, in cui una elite di capitalisti detiene tutta la ricchezza manovrando la borsa e confinando la popolazione ad una vita di banale mediocrità. Persone povere e senza futuro sono costrette a rubare e compiere atti spregevoli e per questo vengono infilate senza tanti complimenti in carceri di massima sicurezza dove marciranno senza possibilità di riscatto. Alcune di loro sono anche carine come Anne Hathaway. I bambini orfani stanno negli orfanotrofi e non ricevono nemmeno più le sovvenzioni da parte del rampollo di buona famiglia di turno perchè questi è troppo occupato a lagnarsi della sua eterna sfortuna mentre sorseggia annoiato Chateau Lafite. (Sì, parlo di te caro Piersilvio Wayne).

Ora, quest’uomo di immane generosità, un teorico anarchico di un certo livello con problemi maxillo-facciali importanti che ha subito ogni tipo di tortura e vessazione, arriva e propone un’alternativa. Certo, i metodi come dire, un tantinello violenti però però, si sa, è una guerra e lui è un tipo nervoso. Che esploda la Borsa e tutti i filistei. Che il popolo si faccia compatto per liberarsi dalla propria schiavitù, che si raduni in assemblee per giudicare ed esiliare le corrotte fortezze del potere, che si spogli dei beni materiali e abolisca la proprietà privata, segno tangibile del servaggio al dio denaro. Cioè una roba tra Karl Marx e il Crepuscolo degli Idoli versione 2.0.

E tu, Christopher Nolan, dopo avermi denuciato tutto ciò, il male necessario, il fallimento del capitalismo, il sadismo dei dentisti, così in barba alla giustizia che dovrebbe regnare sul mondo dopo due ore e mezza di pura esaltazione rivoluzionaria, mi cancelli tutto, uccidi il mio eroe, mi fai assorbire la ladra gentildonna dalle più bieche fascinazioni del soldo al servizio delle auto da corsa, e ristabilisci lo status quo con in mano la bandiera di McCarhty “Uccidiamo i rossi”?

Mi rimetti a capo del mondo il Falso in sè, coi lineamenti buoni di Gary Oldman e di Joseph Gordon-Lewitt, perchè la polizia è buona, inetta, bugiarda, ma buona e il riccone può lasciare tranquillo il testimone a un ragazzino invasato fuggendo senza troppi drammi in un isola felice con la sua nuova fiamma? Mi ricorda qualcuno, o qualcosa.

Giù la maschera, America, hai davvero gli eroi che ti meriti. Buona Diet Coke a tutti.