In Italia la cucina è sacra. Possono cadere i governi, aumentare le tasse, arrivare gli alieni che non ci importa ma, ragazzi, non toccate la cucina. Dico a voi, amici stranieri, che vi cimentate ai fornelli con ricette italiane e ci fate sanguinare il cuore a ogni aggiunta di parmigiano sul pesce. Non pretendo tanto, ma almeno il rispetto delle basi e, tra queste, la principale: la pasta va fatta bollire in una pentola a parte. Cos’è questa sfida alle nostre tradizioni che vede etti di spaghetti buttati crudi in un tegame con altri ingredienti? Mettiamo il peperoncino nel tè, noi? Il basilico nella Sacher? Il ragù nella paella? No, e allora!

Io non sono una maga dei fornelli ma all’ennesimo video sulla pagina di Tasty in cui utilizzano una pentola come noi useremmo il sacchetto della pattumiera, sono insorta.

Passo indietro: cos’è Tasty?

Una pagina Facebook nata il 31 Luglio 2015 che conta 79.108.730 iscritti. Il suo successo è dovuto in gran parte al modo in cui vengono presentate le ricette: brevi video veloci in cui se ne mostrano gli step essenziali. Tra primi, secondi, contorni e dolci le proposta culinarie sono davvero tantissime. Quasi quanti i commenti furiosi degli utenti italiani che insorgono, più o meno scherzosamente, ogni qualvolta si parli di pasta. Tasty, va precisato, è un’idea americana e quanto potranno essere appetitose ai nostri occhi le ricette a stelle e strisce? Il punto, poi, non è la cucina statunitense in sé, sono certa che preveda indiscutibili bontà, quanto il trattamento riservato a piatti o ingredienti tipici della cucina italiana.

Passino i dolci da shock glicemico, vada per la carne selvaggiamente arrostita, ammetto anche qualche contorno al gusto aglio ma, fate i bravi amici americani, lasciate perdere la pasta. Dobbiamo ancora perdonarvi gli spaghetti con le polpette nella famosa scena di Lilli e il Vagabondo, a cena in un fantomatico ristorante italiano.

La cucina non è un cartone Disney, caro Tasty, è roba seria.
Non basta scrivere la parola “lasagna” nel titolo di una ricetta per ottenere una lasagna, soprattutto se nella ricetta c’è anche il pollo fritto, la marmellata e una chiave inglese.
Ho visto coi miei occhi un video sulla pagina di Tasty in cui univano latte e brodo di pollo. LATTE E BRODO DI POLLO. Ma non si può considerare reato penale? Poi, in quella brodaglia illegale, aggiungono una tazza di cipolla e un pacco di spaghetti.
In confronto, quando da piccola cucinavo con terra e fango, realizzavo piatti stellati. Poi, per carità, magari saranno buonissimi ma li assaggerei solo se avessi un’ascia sul collo. Leggi “Linguini scampi” e poi vedi scampi rosolati nel burro, insaporiti col formaggio, colorati con gli spinaci e cotti con le linguine. Intanto una nonna italiana fa harakiri col mattarello.

Per i più coraggiosi c’è il “Creamy Sausage Bolognese” che vorrebbe essere un ragù, e invece. Non saprei come chiamare una specie di sugo di carne con la panna liquida.

Manca il pesto fatto con la vernice verde, i tortellini ripieni di yogurt, l’amatriciana con l’ananas e siamo a posto.
Poi va bene sperimentare e provare gusti nuovi ma i fondamentali della cucina italiana vanno rispettati. Sono d’accordo con Checco Zalone quando, nella scena del film Quo Vado in cui sta smontando l’insegna del ristorante norvegese che si dice italiano, urla: “Non si scrive l’Italia invano, vichingo!”