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L’affetto che circonda Angela Lansbury è una cosa strana.
Un affetto che si è trasformato in hype tanto da renderla un’hipster-diva prima delle Didion per Céline o delle modelle agée di American Apparel. Ma è per questo? Verrebbe da dire di no, visto che tutti la ricordiamo essenzialmente per due cose: la serie tv La Signora in giallo e il film Disney Pomi d’ottone e manici di scopa. Prima, tantissimi film soprattutto perché l’industria cinematografica era, appunto, un’industria in cui si sfornavano film più o meno come le catene di montaggio assemblano frullatori. Dopo, molti meno: qualche episodio di serie tv e qualche film. Nessuna interpretazione davvero memorabile (nonostante il numero da record di nomination per Golden Globe e Emmy non ne vinse mai uno. Venne candidata tre volte agli Oscar senza mai vincere. Nel 2014 le viene però dato l’Oscar alla carriera), nessun film davvero importante. Ma allora perché vogliamo tutti bene a Angela, che proprio oggi compie 90 anni?

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Lo stesso schema dei 264 episodi de La Signora in giallo è prevedibile. Lei fa un viaggio per promuovere un libro o per salutare un parente, si verifica un omicidio, la polizia al solito capisce poco (a Cabot Cove, dove vive, la situazione è migliore perché quello tra Jessica, medico legale e sceriffo è un vero team oltre che un gruppo di amici), gli indizi portano verso un sospetto, che però convince poco la scrittrice. Infine, nella situazione più assurda gli occhi di Mrs Fletcher si accendono per un indizio mai considerato (questo è il top momento dell’episodio). Va dal vero colpevole che inizialmente ride o nega, ma poi capitola e spiega per filo e per segno com’è andata. 264 episodi con questa geometria potrebbero sembrare un’enormità. Invece noi vogliamo tutti bene a Angela. Persino io, che quando ero piccola con lei avevo un rapporto di autentico terrore.
La storia è questa. Io andavo a pranzo da mia nonna, lei guardava la Mitica e io la guardavo con lei perché in realtà mi intrigava come solo sanno intrigare le cose che sono anche un po’ fastidiose o proibite. La sera a letto iniziava la tragedia. Non riuscivo a dormire al pensiero di gente accoltellata o colpita da una pistola munita di silenziatore. Una volta a nove anni ho fatto un’intera notte in bianco dopo aver visto quello che credo sia il più efferato degli episodi. In uno chalet di montagna moriva un sacco di gente (molto strano) colpita da frecce sparate con una balestra. Per tutta la notte ho immaginato la balestra spuntare dai piedi del letto. Mia madre continuava a pensare che bluffassi e ho affrontato lunghissime ore notturne sola e tremante. Mia madre ancora oggi si scusa per non avermi creduto.

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Verrebbe da dire che con dei ricordi così io Angela Lansbury la dovrei odiare. Invece mi sono persino fatta stampare una tshirt con un suo ritratto.
Perché vogliamo tutti bene a Angela? Perché grazie a Murder, she wrote è diventata un meme, perché quando qualcuno la ricorda c’è sempre uno che dice “porta sfiga, quando si muove muore qualcuno” e chi la ama davvero abbozza. Perché ce l’hanno fatta conoscere le nostre nonne, anche se la mia non la guarda più “perché sa tutto lei” ma prima vi assicuro che era la sua migliore amica televisiva. Erano loro che facevano le veci (come stava scritto sui libretti) se finivi presto la scuola e i tuoi genitori lavoravano. Perché la cotonatura te le faceva sovrapporre. Per i set corredati di moquette, i soprammobili kitsch, gli orecchini a clip, per la sua risata e lo stile da americana elegante. Per il fatto di aver affrontato in tantissimi episodi il classico mansplaining del poliziotto che la vede come una pazza mitomane, del medico legale che non vuole controllare meglio quello che lei gli chiede. Perché altri la invidiano per il suo successo, perché lei è una signora di provincia che scrive gialli e che cavolo ne può sapere delle indagini vere. Perché è vedova ma non ha mai alluso all’esserlo in maniera vittimistica, perché ogni tanto si ubriaca, perché ha un sacco di amici uomini che la stimano e di amiche donne a dire la verità se ne ricordano poche e tutto questo è raccontato con molta naturalezza. Perché ci ha fatto volare su un letto.

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Io posso aggiungere che mi ha fatto temprare. Il terrore che ho provato a causa sua non ha eguali e ora se la vedo mi vergogno per le volte che ho vomitato (lasciamo stare) in piena notte. Ora affronto i thriller con maggiore consapevolezza. Forse è anche l’età, ma di certo Jessica con quel fare di polso e per nulla indulgente mi ha reso più donna. Dopotutto sono le relazioni complicate e poco lineari che ti segnano di più. Io voglio bene a Angela Lansbury per questo.