In questa crescita generale dell’attenzione sui temi femminili e femministi un posto d’onore, per me, ce l’ha il binomio Donne e Scienza, per ragioni personali e sentimentali, ovvio, ma anche perché la legittimazione del talento, dell’intelligenza e dell’ingegno al femminile passa anche per la ricerca scientifica. Gabriella Greison, fisica, scrittrice e divulgatrice, ha avuto il merito di averci già accompagnato per mano alla scoperta delle grandi donne della scienza tra passato e presente e ora è tornata in libreria con un volume molto particolare che amplia di molto il target della sua divulgazione. Il volume si chiama Storie e vite di superdonne che hanno fatto la scienza, è edito da Salani, e si inserisce con un tono giocoso e tanta sostanza nella sempre più nutrita libreria moderna che parlano a bambine (e bambini) di scienza e di donne. Trattasi di uno storytelling di grandissimo valore che insegna a piccole, piccoli e adulti a vedere con occhi diversi la scienza, non più prerogativa maschile, ma territorio di tutti, e a trovare nuove eroine tra i libri di fisica, matematica, medicina e biologia.

Quelle narrate da Gabriella Greison sono 20 storie eccezionali di donne che hanno plasmato il moderno pensiero scientifico e la realtà in cui viviamo con scoperte e teorie che sono diventate pilastri della scienza moderna. Da Ipazia a Samantha Cristoforetti passando per Ada Lovelace e Rita Levi Montalcini, diamo a bambine e bambini la prospettiva di un mondo diverso, quello in cui la scienza è fatta da donne e uomini di grande valore, nella stessa misura.

A raccontarci i temi di questa nuova pubblicazione e i suoi obiettivi l’autrice, Gabriella Greison in persona.

Storie e vite di superdonne che hanno fatto la scienza” è un progetto ambizioso, l’idea giusta al momento giusto a mio parere. Come è nato questo libro e qual è stato, se c’è stato, l’obiettivo principale che tu e Salani vi siete prefissati?
Per secoli le donne non hanno potuto arrivare ai vertici – delle arti, delle scienze, dello Stato – non per via del loro cervello (il cervello dell’uomo e della donna sono uguali, lo diceva Rita Levi Montalcini), ma per l’oppressione imposta loro dalla società maschilista. Uomo e donna avevano ruoli differenti. L’uomo cacciatore, guerriero, politico. La donna madre, moglie, casa, lavori domestici. Ma quel mondo, ormai, non esiste più. Le cose stanno cambiando; in tutto il mondo le donne si battono per la loro libertà. Le ragazze di Teheran, le signore di Istanbul, le donne indiane, le arabe. Chiedete a una ragazza della mia generazione cosa pensa di Cenerentola… Le ragazze della mia generazione vanno al cinema a vedere altri tipi di cartoni animati o film. Le ragazze ora guardano The Brave della Pixar e si siedono sul trono per regnare da single. Per questo l’idea alla base del libro è quella di raccontare le donne che piacciono alle ragazze di oggi. E che piacciono anche a me.

Forse per la prima volta stiamo assistendo ad un movimento reale di scienziate, divulgatrici, scrittrici che ha come obiettivo quello di avvicinare bambine e ragazze alla scienza. Secondo te quali sono le mosse più giuste in questo percorso e gli errori più comuni?
Io, da fisica, combatto la mia battaglia proprio usando la scienza, la mia preparazione, la mia formazione. Lo faccio con i miei romanzi in libreria e con i miei monologhi nei teatri (sul mio sito, Greison Anatomy, ci sono tutte le date).

La scienza più dura è considerata la fisica, oggi solo 10% dei laureati sono femmine (molto meglio va ad esempio per matematica che le laureate sono 50%), eppure la fisica è perfetta per il cervello femminile come per quello maschile (lo diceva appunto Rita Levi Montalcini).

Questo dato è assurdo. Gli errori più comuni vengono compiuti dai giornali e le tv che fanno terrorismo psicologico contro la fisica (‘terrore alla maturità forse esce fisica’, avete presente questi titoli?), poi altri errori vengono compiuti dai divulgatori che non sono dei fisici, ma questo è un altro discorso… Infine, l’altro errore è quello di pensare che le donne della scienza del passano erano coscienti di quello che stavano facendo e volevano cambiare il mondo. In realtà loro non lo sapevano. Loro volevano solo fare quello che gli piaceva fare. Da piccola sono cresciuta guardando Star Trek e Guerre Stellari. E una delle cose che mi hanno insegnato queste due magnifiche saghe fantascientifiche è che le donne combattono contro le ingiustizie al pari degli uomini e al pari di tutti gli altri (animali, extraterrestri, nuove specie viventi). Da Uhura a Rey, donne strepitose, che non si travestono certo da uomini per rivendicare la propria libertà. Che non si lagnano. Il fine ultimo è salvare il mondo, e non si perdono in distinzioni inutili tra razza, sesso, età, origini, religioni, specie. Cioè, il bello sta proprio in questo: non si fa proprio caso al fatto che ci siano queste differenze. Sul mio sito ho messo una sezione in cui dò gli appuntamenti proprio su questi temi.

Come giudichi il mondo scientifico contemporaneo? Siamo pronti a parlare mettere fuori dalla porta il sessismo nella ricerca scientifica?
Un altro luogo comune che sto cercando di smascherare è “sei così carina, perché hai deciso di studiare fisica?”, una frase che mi veniva detta ai tempi dell’università, e che oggi regna ancora sovrana. Infine, c’è anche il dato di fatto, che i posti di potere più importanti in Italia sono occupati da uomini, e questa è una regola da scardinare che parte da molto lontano…

Come mai la scelta di affiancare ad ogni racconto una illustrazione fatta da un uomo?
È bella l’idea che un uomo (e stiamo parlando di illustratori internazionali bravissimi e conosciutissimi) si metta al servizio di una donna (la scienziata protagonista del capitolo) per renderle omaggio con un disegno. Venti scienziate, venti storie scritte da me, venti disegnatori.

Tanti i tuoi libri dedicati al racconto della scienza, Le grandi donne della scienza del XX secolo raccontate per Bollati Boringhieri, i monologhi a teatro e ora questo libro per tutte, grandi e piccine a partire dai 9 anni. Che pubblico hai e che feedback ricevi?
Non puoi immaginare la valanga di email che ricevo ogni giorno. Mi arrivano anche messaggi nei social network o nel mio sito web in gran quantità. Per non parlare delle persone che mi aspettano fuori dai teatri alla fine dei miei monologhi per una dedica sul libro o due chiacchiere. I feedback sono tantissimi, per questo continuo su questa strada. Mi scrivono ragazze che cercando la strada scientifica da seguire. Mi scrivono persone che finalmente hanno iniziato ad avvicinarsi alla fisica. Mi scrivono donne che vedono nelle donne che racconto lo specchio in cui rimirarsi. Sto portando in tour nei teatri d’Italia ‘1927 Monologo Quantistico‘ e le persone che mi aspettano fuori sono di ogni tipo: anziani che hanno come rimpianto la fisica e ora si sono avvicinati a lei con soggezione ma curiosità, ragazzi che cercando stimoli, professori che trovano nelle mie parole conforto, giovani nerd, adulti che vedono nella mia fisica una metafora bellissima. I fisici del xx secolo che racconto io li traccio sotto il punto di vista umano, e questo li rende abbordabili da tutti. 

A marzo dal 20 al 28, curo il Primo Festival teatrale dedicato interamente alla Fisica, al Teatro Menotti. Seguitemi sul mio sito, a breve metterò tutti gli incontri, spettacoli, appuntamenti.

Gabriella Greison

Una cosa (bella) che ti ha insegnato la fisica?
Imparo ogni giorno dalla fisica, mi faccio sempre nuove domande, penso ai punti di vista diversi per capire le cose che ci circondano. Io non smetto un attimo di leggere libri, manuali, biografie, e di conseguenza di scrivere romanzi, di rielaborare storie, pensare a nuovi monologhi. La fisica quantistica è quella che mi attrae più di ogni cosa, insieme ai suoi creatori. E la cosa più bella che mi dà in cambio è il meraviglioso dubbio che mi crea.

Per approfondire

Donne, scienza e quel continuo bisogno di legittimazione

Il diritto di contare, una storia al femminile che tutti dovrebbero conoscere

Gabriella Greison: sito ufficiale