Di Rob Stefaniuk.
Non molto tempo fa mi ero lanciata in un’invettiva contro il fenomeno Twilight proclamando come il vampirismo fosse una cosa molto seria.

Odio farlo, ma dopo aver visto questo film, sono pronta ad ammettere di aver sbagliato. Il mio odio per Robert “guardami-sono-tenebroso” Pattinson e per le teenager, beh, quello rimane, ma sul resto devo ricredermi: i film sui vampiri possono essere anche parecchio trash, nonché estremamente divertenti.

Come dimenticare ad esempio Dracula: morto e contento con Leslie Nielsen? Oh, Leslie, vecchia sagoma, quanto ci manchi! Il tuo umorismo demenziale, fatto di pipistrelli con la tua faccia, ha rallegrato non pochi dei nostri noiosi pomeriggi di studio della prima declinazione latina! Sono sicura che ti piacerebbe questo film.

Già il titolo è geniale: dev’essere una specie di gioco di parole tra il verbo inglese to suck , ovvero “succhiare” e l’espressione gergale giovanile, ormai comunissima, che veicola il suo originario significato verso un uso più prosaico, cioè “fare schifo”, usata nell’accezione, “quella cosa che ti è successa è uno schifo”, “quella band suona da schifo”, ecc.

Purtroppo in Italia non è arrivato nelle sale e non ne circola la versione tradotta, ma vi assicuro che vale la pena vederlo pur prendendosi la briga di rispolverare quel che resta del vostro inglese scolastico.

Il film ha infatti il pregio di fondere in un’unica pellicola due nostre grandi passioni: i vampiri e il rock ‘n’ roll.
La trama narra di un gruppo musicale di sfigati (dal pretenzioso nome “The Winners”) che suona perlopiù all’equivalente canadese della “Sagra della Porchetta di Ariccia” e che improvvisamente incontra il successo planetario più inaspettato quando la bassista della band viene trasformata in vampiro. Il suo fascino (acquisito) catalizzerà l’attenzione dei fan e spingerà il resto della band a seguire le sue orme.

Fin qui tutto bene. Ma il bello arriva ora. Il film infatti non solo prende in giro lo stereotipo del vampiro, pallido, affascinante, sensuale, magnetico, ma vede recitare alcuni tra i più grandi mostri sacri del rock reclutati tra quelli che hanno fatto del “maledettismo” il loro marchio di fabbrica, ma anche tra quelli più insospettabili, miti e… vegetariani.

A servire drink dietro un bancone troviamo infatti il truccatissimo Alice Cooper, re dello shock rock, a dirigere un programma radiofonico ecco il poliedrico Henry Rollins, a fare da produttore musicale alla band ecco comparire l’Iguana Iggy Pop… una menzione d’onore va sicuramente al cameo di Moby, in veste di frontman di una improbabile band dal nome “Le Segretarie della Bistecca” (geni!), solita lanciare quarti di bue sul pubblico durante i suoi live.
Un’altra chicca è la partecipazione di Malcolm McDowell, proprio lui, il mitico Alex DeLarge di Arancia Meccanica nei panni del celebre Dottor Van Helsing, cacciatore di vampiri, con tanto di balestra e benda da pirata sull’occhio. Bellissimo.
Che altro c’è bisogno di dire?

Il film è strutturato come una horror comedy musicale e con questo cast, vi lascio immaginare che razza di colonna sonora si ritrova! Le battute sono intelligenti, la fotografia fantastica,  insomma una trashata in piena regola pronta a sollazzarvi quando dovrebbe essere Luglio e invece fuori ci sono i Monsoni in anticipo anche sulla Tahilandia.

Sorseggiate pure il vostro Bloody Mary: Vampires rock!!!