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Un corpo in un groviglio di cavi tesi.  A cui si uniscono altri corpi.
Tutti sono in grado di muoversi, in contemporanea e in ogni direzione. Possibile?

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Nessun effetto di post-produzione, nessun inganno visivo: queste sono le immagini di String Prototype, l’ultima installazione, attualmente in fase di sviluppo,  del collettivo austriaco-croato Numen/ForUse. Dopo i bozzoli in nastro adesivo attraversati in tutto il mondo (Italia inclusa) da centinaia di persone, dopo i balconi fatti di reti sospese e sovrapposte allestiti in Belgio, dopo il tappeto volante presentato (anche!) a Milano, in occasione del Salone del Mobile 2012, Sven Jonke, Christoph Katzler e Nikola Radeljkovic proseguono la loro ricerca: uno studio che combina la sperimentazione sui materiali con interventi ad elevato livello di interazione.
Architetture effimere e temporanee continuano a comporre il loro mosaico espressivo; a fare la sua comparsa ora è una scultura gonfiabile di produzione industriale. Una trama composta da corde è stata disposta all’interno della struttura: quando il volume viene gonfiato, si espande, rendendo visibile una maglia fatta di cavi. Raggiunte le massime dimensioni del gonfiabile, i cavi divengono così rigidi e tesi da sostenere il peso di una persona. Ed ecco quindi uno spazio inedito e articolato, capace di originare, soprattutto per il suo essere percorribile, reazioni ed effetti spiazzanti.

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Degno di nota il making-of, avvenuto in un sobborgo nei pressi di Vienna, a fine dicembre 2013: ve lo mostriamo in questa gallery: