Di Benjamin Nugent.
«Quando avevo undici anni conducevo una vita di fantasia molto intensa e in questa vita non mi separavo mai dal mio bastone luminoso. La mia esistenza terrena mi vedeva correre in classe schiacciato sotto il peso di uno zaino stracolmo di libri, che puntualmente dimenticavo di lasciare nell’armadietto perchè ero troppo preso dalla mia vita medioevale, inseguito da un’orda di giocatori di lacrosse che erano veri e propri guerrieri, anche loro medievali.».

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Un piccolo test: la scena qui descritta ha un posto tra i vostri ricordi?
a) Sì
b) No
c) Vale lo stesso se gli inseguitori si dedicavano al calcio invece che all’hockey?

Se avete risposto a) oppure c) – e devo dire soprattutto se avete risposto c) – questo è il testo che fa al caso vostro.

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Chi, o meglio cosa è davvero un nerd? La categoria è oggigiorno sicuramente abusata eppure, sottolinea l’autore, non basta infilare quegli occhiali dalla montatura pesante per entrare a farne parte. Perdonali, perché non sanno quel che fanno.
È a partire dal metodo che Nugent applica alla sua indagine che ci accorgiamo che questa non è solo l’ennesima analisi di un diffuso fenomeno di costume.
Egli infatti si dichiara rigoroso mentre si prende la briga di, per così dire, andare a rubare a casa dei ladri, applicando Il Metodo Scientifico ad una tribù urbana che di ipotesi e induzioni fa il proprio pane quotidiano.
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E allora risaliamo all’ origine della specie: in letteratura, dalla Mary Bennett di Orgoglio e Pregiudizio al Dottor Victor Frankenstein di Mary Shelley, nel cinema, da Steven Spielberg a Francis Ford Coppola, fino alla musica con svariati esempi illustri, da Elvis Costello a Jarvis Cocker – e come dimenticare personaggi che hanno esteso i confini dei propri imperi proprio grazie alla congenita geek attitude? Vedi alla voce Steve Jobs vs. Bill Gates.
Citarli tutti si rivela un’impresa quasi impossibile.

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Una specie a parte, degna di ore e ore di appostamenti, al fine di scovare, sul loro volto illuminato dalla luce azzurrognola emanata dai loro computer qual è il segreto del loro successo e, al contempo, della loro emarginazione.
Se fate parte del club delle cheerleaders, non dimenticate quello che disse Bill Gates una volta: “Siate gentili con i nerd, probabilmente finirete a lavorare per uno di loro.”