Storiadiuncorpo_Cosebelle_00

Il corpo è il grande escluso della storia dell’Occidente. Secoli di Filosofia hanno testardamente tentato di sottometterlo all’intelletto, rendendolo una specie di zavorra obbligatoria. La religione l’ha mortificato, relegato ai tormenti dei 7 vizi capitali. Se fossi puro spirito, non soffrirei il dolore. L’anima resiste o così dicono, e il corpo, cosa fa? Si decompone. Chi dice il contrario è stato additato come un pazzo, un visionario, un cialtrone.

Ci ha provato l’arte a riabilitarlo un pò. Certo, mostrandone solo l’involucro esterno, la bella forma, ma spesso pure lei ha fallito, rendendolo un simbolo, la parte per il tutto. L’amore è forse l’unico che ne ha fatto un tempio, la casa degli amanti, l’anticamera della vita. Ma spesso anche squallido bordello, sede della perdita dell’innocenza.

Lui si è vendicato. Nella malattia ci ricorda che siamo carne, muscoli e nervi che cedono, tradiscono, si ribellano. Nella malattia ci ricordiamo di lui. Ci ricordiamo che è tutto, che anche la mente è un’appendice del corpo.

Daniel Pennac ha deciso di scrivere un diario. Storia di un corpo, edito da Feltrinelli, non è un diario qualunque perchè attua una vera e propria rivoluzione copernicana, ovvero, coraggiosamente, sposta il punto di vista. Ora è il corpo a parlare, le sue sensazioni che a volte hanno ragione e a volte perdono un colpo con buona pace del razionalismo. Un corpo, se interrogato per tutta una vita, ricorda anche quello che sfugge all’ingegno. Amori, lutti, delusioni ed euforie sono raccolte tra le pieghe della pelle.

Un’indagine che è tanto particolare quanto universale. La storia di un singolo corpo diviene la storia della materia di cui è fatta l’umanità. Ossa, pelle, sangue, questo ci accomuna in un unico, gigantesco, respiro.

Chiedete al vostro corpo in che punto, in quale anfratto, si è annidata l’anima. Vi risponderà.


Titolo: Storia di un corpo
Autore: Daniel Pennac
Pagine: 333
Editore: Feltrinelli