Arrivati a fine dicembre è tempo di bilanci. Ma c’è un certo momento dell’anno, diciamo intorno a settembre, ancora più importante: quello in cui si deve alzare bandiera bianca e capire dove sono finiti tutti quei buoni propositi in cui avevamo tanto creduto solo pochi mesi prima. La pianta di peperoncini che volevate far crescere con le vostre manine? Il vaso è diventato un portaoggetti all’ingresso. La dieta che dovevate iniziare ogni benedettissimo lunedì dell’anno? Spazzata via dall’irrinunciabile brioche di buon inizio settimana. Mettiamoci il cuore in pace: ormai è troppo tardi per rimediare, meglio crogiolarsi nel fancazzismo e porre tutte le speranze nel gennaio successivo.

Anno nuovo, vita nuova. E allora via, con rinnovata convinzione, pronti a stilare la lista delle cose che probabilmente in primavera staremo ancora rimandando. Fare un viaggio in qualche meta assurda, andare in palestra, iscriversi a un corso da sommelier, imparare a cucinare i dolci, smettere di fumare e chi più ne ha più ne metta: quali sono le vostre promesse per il 2013?

Forse, per iniziare, sarebbe meglio concentrarsi sulle cose semplici: riscoprire i piccoli piaceri, ad esempio, anche grazie agli amici. Questo è quello che ci suggerisce questo bel sito targato Wolff Olins, che oltre ad essere un augurio per l’anno nuovo, è una piccola storiella sul valore della curiosità (verso il mondo e verso il prossimo) come fonte inesauribile per imparare cose nuove.

Sono le domande a ispirare le idee migliori e a portarci verso i viaggi più inaspettati, e se ce lo dicono i creativi che hanno lavorato per la Tate, per la nuova identità di NY e per le Olimpiadi di Londra (solo per citarne alcuni) allora forse ci sarà da fidarsi.
Stay curious. Stay connected. Ci rivediamo nel 2013, carichi di nuove idee. E con l’unica vera certezza dell’anno nuovo: un sacco di buoni propositi da rimandare.