Ci sono quelle sere in cui ti capita di non aver voglia o di non avere niente da fare.

Così, prendo il portatile, mi metto a gambe incrociate sul letto e inizio a girovagare per il vasto mondo di internet. Come avrete potuto intuire, ormai sono solita scoprire cose così; apro una piccola finestra sul mondo ogni giorno.
Una sera, al ritorno da una cena che mi aveva a dir poco depressa, mi sono imbattuta nella voce di St.Vincent.
St. Vincent è Annie Erin Clarck, vive a Manhattan, nella vita è una poli-strumentista e una ragazza che scrive canzoni. Esile e particolare, con uno stile così elegante e ricercato che la rende la ciliegia più dolce sulla torta del mondo musicale indipendente.
Prima di suonare da sola con un progetto tutto suo, ha fatto gavetta: faceva parte della band che ha accompagnato il tour di Sufjan Stevens’.

Il suo primo album, Marry me, uscito nel 2007, è stato acclamato dalla critica. La recensione di Pitchfork sprizzava entusiasmo da ogni lettera.
Marry me, permetterà ad Annie di essere paragonata, pensate un po’, a Kate Bush e David Bowie; e le farà vincere nel 2008, il PLUG female artist of the year.
Il suo secondo lavoro è la consacrazione da parte del pubblico. Un disco più commerciale quello del 2009, Actor, che finisce nella top di Billboard 200 posizionandosi alla 90a posizione, un cocktail di emotività e suoni.
Lei stessa ha affermato che è nato da un periodo un po’ particolare: un’apatia di fondo causata dallo stress dei tour, e dalla visione di film della Disney (e de Il mago di Oz) unici momenti che riuscivano a rilassarla e che le hanno fornito su un vassoio pieno di gustosi pasticcini l’ispirazione per i suoni.
Il secondo album, d’altronde, è il salto di qualità obbligato.
Lo stile dei suoi videoclip è particolarissimo: storie nelle storie. Fotografia luminosa e ben caratterizzata, molto suggestivi.
Musicalmente parlando, si rifà al chamber rock (un po’ barocco ma non per questo non orecchiabile), pop, indie e cabaret jazz.
Se dovessi paragonare St. Vincent ad un libro, penserei a quelli di Sylvia Plath e a Il giovane Holden.

Il 13 settembre 2011, è uscito Strange mercy, che la stessa Annie ha sponsorizzato dal 4 luglio su Twitter con l’hastag #strangemercy. Ha lavorato con lo stesso produttore di Actor, John Congleton (squadra che vince non si cambia).
Ovviamente, è in loop nel mio iPod.
St. Vincent ha aperto molti concerti di band notissime, dai Death Cab for Cutie agli Arcade Fire, dai Television ai Grizzly Bear, e persino l’italianissima Cristina Donà.
Ha inoltre collaborato (lucky girl!) con Bon Iver sul brano Roslyn, per la colonna sonora di Twilight New Moon.

Una Annie, che rinasce ad ogni disco come una fenice. Sempre lei, ma sempre nuova.

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