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Granturismo, l’intervista e l’anteprima di Dubbi dubbi.

Quando sta per arrivare la bella stagione finisce sempre che si guarda il mondo con un occhio diverso, più rilassato, più ottimista. Ed è questo lo spirito giusto per approcciarsi al nuovo album dei Granturismo, Caulonia limbo Ya ya. Non è uno scherzo, il titolo è proprio questo e se non ci credete, vi aggiungo pure la storia che ci sta attorno, una storia che assomiglia a quando Peter Griffin fonda Petoria, però in versione più romantica e più assolata. “Marzo 1945, Caulonia, Calabria. Il sindaco Pasquale Cavallaro, insegnante elementare iscritto al PCI, instaura una repubblica socialista per protestare contro il gattopardesco status quo che continua ad imperversare nelle sue terre martoriate dalla guerra. In una notte, l’ordine millenario è sovvertito. La Repubblica Rossa di Caulonia si rivela però un’esperienza durata un battito d’ali, sedata dopo solo cinque giorni, come una fresca boccata di libertà dopo anni di monarchia e dittatura“. Metteteci che quel Pasquale Cavallaro è un lontano parente di Claudio Cavallaro, il baricentro dei Granturismo, e avete capito che in effetti di romanticismo e fascino ce n’è quanto volete. Caulonia limbo Ya ya è un disco nostalgico, colorato,  inserito perfettamente nella tradizione cantautorale italiana ma contaminato da mille influenze, dal rock’n’roll a Belafonte passando per il blues. Insomma, noi lo riassumiamo come ci ha suggerito Enrico, batterista dei Granturismo: «Secondo voi esiste una palma nel centro di Londra?».
Qui sotto il video di Dubbi dubbi, traccia numero nove del disco che lo Spoglierò Simon le Bon ospita in anteprima per anticipare il disco che uscirà venerdì. Il progetto vuole essere un viaggio virtuale dentro Caulonia limbo Ya ya, spargendo nel web una serie di clip. Più sotto, l’intervista a Claudio Cavallaro.

Cosebelle: Raccontaci qualcosa del disco, magari dicendoci anche perché sei andato a caccia di un titolo come questo.
Claudio: «È stato il titolo a presentarsi, io ho solo unito quattro parole che nell’ultimo anno mi giravano costantemente per la testa. Volevo un titolo che fosse pura dinamite. Granturismo Calypso Punk Explosion!!!».

CB: Avete definito il vostro genere calypso-punk. Come mai questa definizione, a cosa pensavate quando l’avete sintetizzata?
C:
«C’è dentro l’esotico e la libertà dell’etica diy, il sole e il distorsore. E poi, soprattutto, ci suonava molto bene. A chi non piacerebbe fare parte di un gruppo di calypso punk?!».

CB: Il video è quello di Dubbi dubbi. Quanta voglia di estate, quanta nostalgia c’è in questo pezzo (e in molti altri dell’album)?
C: «Il mio medico mi ha detto che se ci tengo alla mia salute devo stare alla larga dalle sigarette, dai cibi fritti e dalla nostalgia, e di fare più attività all’aria aperta. Quindi meglio se non rispondo a questa domanda, se no mi sgrida».

CB: Volendo riassumere questo disco in tre parole, tre concetti, quali sceglieresti?
C: «Meno è più».

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CB: Spoglierò i Granturismo. Cosa troverei nel loro guardaroba?
C: «Un sacco di pigiami, sono il mio capo d’abbigliamento preferito».

CB: Una frase che scriveresti sulla tua Smemoranda.
C: «Esiste ancora?»

CB: Questa è una domanda che ormai non faccio più nelle interviste, ma ascoltando il disco mi sembra giusto farla lo stesso. Se avessi la macchina del tempo dove ti piacerebbe vivere? Quale epoca sceglieresti e quale sarebbe la prima cosa che faresti?
C: «Uhm… forse mi sarebbe piaciuta l’epoca delle grandi esplorazioni geografiche, mi sarei imbarcato come mozzo su una nave in cerca di un passaggio ad Ovest verso le isole delle spezie e delle Indie, e sarei morto trucidato da qualche indigeno del Pacifico dopo aver circumnavigato il globo, ovviamente senza rendermene conto».

CB: Hai un feticcio, un accessorio o un capo che acquisti con ritualità o che collezioni?
C: «Colleziono multe e bollette non pagate».

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CB: Il libro che stai leggendo.
C: «Ballando nudi nel campo della mente di Kary Mullis».

CB: Un disco che ti ha accompagnato durante la scrittura di Caulonia Limbo ya ya.
C: «Give it Back! dei Brian Jonestown Massacre».

CB: Questo è un po’ come il giochino che si faceva da piccoli. Qui si risponde la prima cosa che ti viene in mente, tipo le macchie degli analisti.
Dire «Parolacce».
Fare «Mare».
Baciare «Giuda».
Lettera «Y».
Testamento «Brassens».

CB: Una cosabella.
C: «La torta di riso che ho appena fatto»