primavera_cosebelle_primaverabello

Primaverabello second edition.

Da quanto non ci sentiamo? Ve lo dico io, da un po’. Non vi dico dov’ero finita (sempre qui, ma dietro a programmazioni e altre cose più o meno noiose) né «sentiamoci più spesso dato che è così piacevole e ci siamo mancati!» (verissimo, ma sono frasi che si dicono fingendo di ignorare le millecinquecento cose che hanno impedito che una cosa così piacevole avvenisse più frequentemente). Vi dico però dove sto andando mentre esce questo post. La direzione – per chi non avesse letto i *tanti* post che hanno preceduto questo – è Barcellona, Primavera Sound Festival 15esimo anniversario. L’ingrato compito della reporter d’assalto si ripropone ancora, un anno dopo il mio primo festivalone degno di questo nome. E se l’anno scorso ero partita con quell’innocenza negli occhi tipica dei nostri antenati che affrontavano la transoceanica verso l’America e finivano per attraccare a Piombino, quest’anno mi sento più saggia.

primavera-sound-gif-primaverabello-cosebellemagazine

D’altra parte l’esperienza servirà pure a qualcosa. Qualche esempio? Non mi sono portata nessuna guida della città. Ho come l’impressione che se l’anno scorso non ho intravisto Parc Guell o la Sagrada Familia, quest’anno non avrò più chance. Sono per questo una brutta persona? Può darsi. Ma la vita è fatta di scelte, e se si va a letto alle 8 non avere lo sguardo da italiano in gita è più che altro una necessità. E poi? Raffreddata come sono ho passato il weekend praticamente a casa, per preservare il fisico. Se un anno fa pensavo che Barcellona fosse il classico esempio de “l’assolata Spagna” ho presto capito che durante le notti folli al Parc del Forum avrei utilizzato TUTTI gli strati possibili della strategia “a cipolla” che avevo a disposizione. Questo risponde anche alla domanda: «Perché al Coachella è pieno di vip e al Primavera no?» Semplice, perché in California fa caldo per davvero e girare con un crop-top Forever21 non ha conseguenze letali per la tua salute fisica. È anche vero che oggi i k-way sono molto più cool di qualche anno fa, ma non li vorrete mica paragonare a degli short in jeans con le toppe vintage, vero? E non è così vero che si cammina tanto, se lo prendi come dato di fatto non soffri, lo fai. Ah sì, poi ci sarebbe anche quella cosa lì, la musica. Anche qui l’esperienza dello scorso anno (non oso pensare a quanta ne possono avere accumulata quelli che ci vanno da anni) si fa sentire. Potrete già notare, se scorrete un po’ più sotto, che ho preparato la classica e beneaugurale playlist delle grandi occasioni. Ma mentre un anno fa – nonostante l’intento di ascoltare tutti i gruppi in line-up – c’erano soprattutto i più noti, quest’anno ci sono praticamente tutti. Contravvenendo anche ai miei gusti personali, ho inserito anche quelli che mai e poi mai credo andrò a vedere. Perché se è vero che la vita è fatta di scelte, io sceglierò cosa vedere, ma voi avete il diritto di avere una playlist il più completa possibile (e di skippare quello che non vi piace). Come sempre, non è una compila dove le canzoni sono messe a caso, in ordine alfabetico o come mi sono venute in mente. Sono 92 brani per un totale di sette ore di musica che (spero) abbiano un filo rosso che li unisce come se fossi lì, nella vostra cameretta o in ufficio a farvi il dj-set (cosa che si perde se di Spotify avete la versione free e ascoltate da mobile. Uffa, abbonatevi). Il primo brano, Busy Earnin’ di Jungle, è una specie di intro perfetta per il momento in cui si varcano le porte del Parc del Forum, in modalità “gioca con noi”, però deluxe. Se non varcate le porte del Primavera è lo stesso, bastano quelle del supermercato, vi sentirete dei fighi comunque. E poi via, andare. Mica ve li posso spiegare tutti e 92.
Insomma, ve l’ho detto, devo ancora concretizzare che si ricomincia, ma intanto ho implementato la strategia cipolla e so che sfoggerò una certa consapevolezza davanti a qualsiasi palco. O al massimo farò finta. Voi se volete fate finta di essere lì. La playlist serve anche a questo.

La mia scaletta dei concerti dove è incluso il dono dell’ubiquità e il fatto che sarà puntualmente smentita dai fatti.
Giovedì 28 maggio
5pm Interpol, Sala Apolo
8.50pm Thurston Moore Band, ATP / 8.55pm Ought, Pitchfork
9.50pm Mikal Cronin, Ray-Ban
10.50pm Spiritualized, ATP
11.20pm Tyler, the creator, Pitchfork
11.45pm Black keys, Primavera
11.55pm Chet Faker, Ray-Ban
12.40am Simian mobile disco, Pitchfork
1.30am James Blake, Heineken
1.55am Jungle, Ray-Ban
2.10am Gui Boratto, Pitchfork

Venerdì 29 maggio
5pm The Pastels, Heineken hidden stage
6.55pm Julian Casablancas+The Voidz, Primavera
7pm Ex Hex, Pitchfork
8pm Patti Smith, Heineken
8.10pm Tobias Jesso jr, Pitchfork
9.10pm Damien Rice, Primavera
9.30pm Belle&Sebastian, ATP
9.30pm Perfume Genius, Pitchfork
11.45pm Ride, Primavera
12.10am Ariel Pink, Pitchfork
12.50am Death from above 1979, Ray-Ban
1.30am Jon Hopkins, ATP
3am Movement, Pitchfork
4am Marc Pinol, Pitchfork

Sabato 30 maggio
6pm Stand of Oaks, Heineken
7.30pm American football, Pitchfork/ The Vaselines, Heineken hidden stage
8pm Mac de Marco, Heineken
9.10pm Foxygen, Primavera
10.20pm Interpol, Heineken
10.35pm Unknown mortal orchestra, Adidas Originals
11.45pm The Strokes, Primavera
12.30am Tune-Yeards, Pitchfork
1.30am Underworld, Heineken
3am Caribou, Ray-Ban

__

Anche quest’anno saremo le vostre reporter belle del Primavera Sound Festival! Seguiteci nei nostri post ad hoc e nei social grazie al tag #primaverabello e usatelo anche voi per segnalarci tutto quello che più vi piace. (L’hashtag ufficiale del Festival sarà #ps15 e, ovviamente, #primaverasound).

Questo post non vi è bastato? Tutti i post dedicati al nostro Festival preferito li trovate qui.

Illustrazione di Sara Fratini.