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Alice Oceanicmood – Cipria. Intervista e Mixato di Capodanno.

Stiamo arrivando alla resa dei conti. E non solo perché si chiude un anno e ne inizia uno di nuovo, tutto da scrivere. Ma anche perché si avvicina la fatidica notte, quella che per giorni ha monopolizzato organizzazioni e domande scomode. Che fai all’Ultimo dell’anno? Ecco che ci siamo. Chi è riuscito ad organizzarsi magari utilizzerà il lungo pomeriggio per preparativi di ogni sorta, che siano culinari o soltanto inneggianti al relax pre nottata fou. Di certo serve una colonna sonora adatta. Questa non dovrà certo farvi preoccupare. Lo ha preparato Alice Oceanicmood, dj e mamma del concept “Cipria” che tra Padova e Venezia da quasi due anni fa muovere migliaia di persone a ritmo di funk, disco e house. Per l’occasione le abbiamo anche fatto qualche domanda, così da conoscerla meglio e per farci raccontare un po’ di come una serata club targata Cipria sia riuscita sin da subito ad attrarre un pubblico eterogeneo e non soltanto femminile. (ovviamente il segreto è la buona musica).

Cosebelle: Quando e come è nata l’idea di Cipria e l’idea del nome?
Alice Oceanicmood: «È nato prima l’evento e poi il nome. L’insight è arrivato più o meno verso giugno 2012, sei mesi dopo ecco il primo appuntamento. Volevo che il nome trasmettesse immediatamente un senso di femminilità d’altri tempi, legata a un sistema di valori più vicino a quello delle nostre mamme o addirittura nonne (c’è qualcuna che usa la cipria oggi? Se non per fissare il rossetto rosso – come ricorda il personaggio interpretato da Sean Penn in This must be the place). Non doveva essere un termine inglese (per favore…) ed alla fine si è materializzata Cipria come l’ipotesi più azzeccata».

CB: Come descriveresti, a chi non ci è mai stato, un Cipria party?
AO: «Cipria è un party Disco, soul, funk & house derivativo. Il tratto “happy” è la sua cifra. Da noi le persone sul dancefloor non ciondolano ma ballano e sorridono. C’è anche molta sensualità nell’aria e questo è dovuto indubbiamente alla presenza femminile tanto nello staff quanto nel dancefloor. Dico sempre che è come arrivare in un posto con 20 padrone di casa. L’accoglienza è fondamentale e l’abbiamo sempre trasmesso in vari modi, regalando cupcakes, rendendo accessibile l’evento a chiunque, creando dei punti d’interazione tra pubblico e staff. Uno di questi è il “punto d’instant styling” esperienza nata esclusivamente per riprodurre la magia del boudoir in club. Mi spiego meglio: credo che poche cose siano magnetiche come un insieme di donne che si fanno belle prima di uscire… vera polvere di stelle. A questo punto creare un’area alternativa al dancefloor in cui si innesca la stessa esperienza ed a cui tutti possono partecipare è una delle cose più divertenti da fare».

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CB: Come nascono i theme?
AO: «Allora, facciamo una premessa, le nostre “riunioni” sono in realtà degli aperitivi lunghi a casa mia. Le intuizioni sui temi di quest’anno le ho avute tutte in momenti in cui ero per i fatti miei ma senza quel precedente confronto non sarebbero mai nate. Cerchiamo di non scegliere temi già fatti da altre realtà o comunque tentiamo di declinare il tema in modo “nuovo”, ovviamente relativamente alla nostra esperienza ed a quello che possiamo conoscere. Magari ad Amsterdam o Berlino o New York o Voghera qualcuno ha già fatto la stessa identica cosa e noi non lo sappiamo. Ci deve sempre essere qualcosa che faccia ridere nel mezzo o che comunque permetta di giocare con i simboli (tipo le particole griffate “Cipria” a Cipria Virgo) creando un elemento di sorpresa».

CB: Qual è l’evento Cipria che ti è piaciuto di più?
AO: «Musicalmente credo di aver amato particolarmente le serate con Floating Points, Young Marco ed Hunee. Per quanto riguarda invece l’atmosfera, la sensualità, lo stato di abbandono e rapimento in cui versavano i partecipanti credo che la serata con Jacques Renault e quella con FunkinEven abbiano lasciato il segno (se non sbaglio ad una certa qui è pure partito dello stage diving)».

CB: Questi ospiti come li scegli?
AO: «Vengono scelti perché portatori sani del tratto “happy” di cui sopra. Perché hanno delle collezioni di dischi spaventose, perché poi le sanno mixare con estrema perizia, perché non sono mai scontati e perché si trovano in un momento ascendente della loro vita artistica».

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CB: Qualche spoilerata per il prossimo anno?
AO: «Beh per il compleanno di Cipria il 10.01.15 l’unica cosa che posso anticipare è la presenza di Marvin & Guy, duo composto da Marcello Giordani ed Alessandro Parlatore. Sono i primi guest italiani per quanto riguarda le nostre serate in club e il loro album in uscita per l’etichetta di John Talabot vedrà la luce all’inizio del 2015. Poi se l’anno scorso abbiamo fatto “Cipria Geisha” l’8 marzo, quest’anno anche faremo qualcosa di autoironico… diciamo più di stampo femminista… e dal pulpito stiamo provando a portare 3 moschettieri, ma manteniamo il riserbo».

CB: Come hai scelto le canzoni per questo mixato?
AO: «Se penso alla sera dell’ultimo dell’anno mi viene in mente del velluto rosso, la mirror ball, il caminetto ed i dettagli dorati e credo che molto abbia a che fare con dei ricordi relativi a mia madre che si preparava per un veglione di fine anno quando ero bimba. Ho scelto tutti dischi che istintivamente evocavano questi elementi e quest’atmosfera. I primi sono espressamente funk, disco ed agée, poi a metà circa appare qualcosa di più fresco».

CB: Tre aggettivi per descriverlo.
AO: «Vecchio, nuovo, blu… manca il prestato».

CB: Che cocktail consigli di sorseggiare durante l’ascolto?
AO: «Credo che a casa vada ascoltato sorseggiando un bicchiere di vino rosso strutturato o del brandy… in disco, vodka alla fragola e pompelmo rosa (non so come si chiama il cocktail ma esiste… l’ho bevuto!)».

CB: Il pezzo che ti è piaciuto di più di questo 2014, quello che ti è piaciuto inizialmente di meno ma poi ti sei ricreduta e qual è l’album che hai consumato di più?
AO: «Il mio brano del 2014 è un disco del 1977: Loleatta Halloway – Hit & Run (il Walter Gibbons mix); un disco che ho comprato perché mi sembrava carino e nulla più e poi invece ho messo quasi ad ogni set è presente anche in questo mix, Jack J – Something (On My Mind). Ho consumato vari dischi, ma mi sento di segnalare l’album d’esordio di Photay, omonimo, perché particolarmente ignorato dal resto del mondo mi sembra. Per cui dateci un ascolto, potrebbe piacere anche a voi! E se vi piace poi passate ad Afrikan Sciences “Circuitous”».

CB: Una cosabella.
AO: «Mettere i dischi, mangiare, dormire, fare l’amore… non necessariamente in quest’ordine».

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