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Le canzoni più brutte del 2014.

Qual è il motore segreto che ci spinge a fare delle cose che non ci piacciono? Sì, le facciamo tutti, siete tutti coinvolti. Al ristorante o dal gelataio ogni tanto provo dei gusti e dei piatti nuovi, sfidando l’istinto di sopravvivenza che mi porterebbe a evitarli. Lo scopo principale è provare, uscire dal seminato con l’intento di trovare magari il nuovo “preferito”. Non serve che vi dica le volte in cui mi sono ritrovata davanti a cose inaffrontabili. Soprattutto quando all’estero vado di proposito alla cieca.
Passi l’esperimento culinario o l’uscita con il collega all’apparenza antipatico ma che ci siamo convinti che davanti a una birra sarà di certo un compagnone e invece rimane una sòla. Ma perché ascoltiamo canzoni che non ci piacciono? Le strade sono due. La prima, la più ovvia, è la necessità di affrontare luoghi pubblici. La radio del taxi, la playlist del negozio, l’attesa dal dentista, il gestore del locale che ama i Dire Straits sono solo alcune delle condanne a cui ogni giorno andiamo incontro. La seconda, invece, in parte è una conseguenza della prima, ma non solo. Si tratta del passaggio da “beh dai carina questa canzone” a “dio mio basta se la sento un’altra volta giuro che spacco qualcosa”.
Non paga dei numerosi “dio mio basta” e delle richieste poco cortesi al tassista di turno di spegnere o quantomeno cambiare stazione radio, ecco che mi sono immolata di mia sponte nella ricerca delle peggiori canzoni del 2014. Troppo comodo, cari miei, eleggere la più bella. Troppo comodo attingere al proprio player musicale e prendere atto delle canzoni più ascoltate durante l’anno. Questo sì che è giornalismo d’inchiesta. Qui si scende nei bassifondi, nelle zone torbide del musichiere del 2014. Scendete anche voi nei vostri bassifondi. Qui non ci sono gli altri che vi possono dare una mano, le webzine. Siete da soli: voi e youtube in una ricerca disperata di un fondo che potenzialmente non c’è. Abbandonate la strada battuta delle classifiche belle e venite a sporcarvi le mani con la playlist di fine anno dello Spoglierò Simon le Bon (ebbene sì, sotto c’è pure la playlist). Dai, questa Vigilia di Natale preparate le tartine con il salmone affumicato a suon di tamarrate e canzoni malriuscite. La compagnia dei vostri cari e di zia Luisella che da dieci anni vi fa la stessa domanda non potrà che guadagnarne in allure.

Nota metodologica: Ho eliminato dal campione molto dell’inascoltabile per definizione – e quindi inclassificabile – per tenere quello che secondo i discografici e i direttori delle radio era di certo qualcosa su cui scommettere e per questo era giusto ripeterlo ogni ora o poco più. (qualche incursione nell’inascoltabile c’è, dovere di cronaca).

Kiszra – Hideaway Potrebbe rientrare nella categoria “da carina a o mio dio”, ma in realtà quel uh-ah è indigeribile.

Pharrell – Happy Il più classico esempio di “da carina a o mio dio”. E i video virali daaggente non hanno fatto altro che peggiorare una situazione già satura.

Lagy Gaga – G. U. Y. Gaga fa uscire un video costosissimo per rispostare l’occhio di bue su di sé. Ma un plagio tamarro di se stessi forse non merita e infatti non se la fila nessuno.

Negramaro – Un amore così grande Sangiorgi che si misura con l’ugola d’oro di Claudio Villa come inno dei mondiali 2014. Se fossimo di quelli che le metafore le trovano dappertutto, avremmo capito subito che gli Azzurri non potevamo che fare pietà.

Coldplay ft. Avicii – A sky full of stars La peggiore canzone del 2014 per frequenza e per tutto il resto. Dopo questa orrendevolezza sarà difficile perdonare molte cose a Chris Martin. E la separazione da Gwyneth non può essere un alibi. Roba che Gabri Ponte in confronto è un signore.

Nicki Minaj – Anaconda Questa canzone in realtà non l’ha ascoltata nessuno per davvero. Era solo un rumore di fondo mentre si guardava il video che ti comunicava tanto orrore morboso.

Aron Chupa – I’m an albatraoz Probabilmente la mia esistenza sarebbe proseguita senza che io incappassi mai in questo brano. Ma per colpa del mio Spotify proletario sono riuscita a scoprirla per i più lunghi trenta secondi della mia vita.

Noemi – Don’t get me wrong Vantarsi dell’influenza inglese tanto da titolare il disco “Made in London” per questa almost-cover di Zucchero con inserti in inglese romanesco è molto triste per una cantante italiana. A meno che non abbia sessant’anni.

Elisa – Pagina bianca Questo non è il disco più bello di Elisa e questo brano ne è la rappresentazione più ubriaca. Urla e tre milioni di parole, il tutto in 3 minuti e 50 secondi ipertrasmessi.

Anna Tatangelo – Muchacha Sommate Kekko dei Modà, Anna Tatangelo, “questa è
la mia svolta rock”, sono una muchacha troppo sexy che non ama dare confidenza ai maschi che ama ballare fino a tardi e far l’amore con il mar. Poi ditemi cosa viene fuori.

U2 – The miracle È la canzone più brutta degli U2? Forse no, ma lo può diventare. Anche solo per tutta la menata di battute, disamine sociologiche, i pro, i contro, i meme sul loro disco regalato su Itunes.

Meghan Trainor – All about that bass Basta chiedersi qual è il tormentone estivo, ormai i discografici lo sanno e a causa della sindrome da prestazione non ne riescono a sfornare nessuno di convincente. Iniziamo a sancire il tormentone dell’autunno. Questa agiografia delle curvy vincerebbe a mani basse.

Maroon 5 – Animals Adam Levine ha fatto del suo essere uno dei pochi frontman carini la fortuna di questo gruppo. È per questa nostra debolezza che ora ci meritiamo i suoi falsetti e acuti, anche nelle pubblicità.

Enrique Iglesias – Bailando Devo rincuorarmi del fatto che questo 2014 non è andato così male. Questa canzone, infatti, l’ho sentita soltanto un paio di volte in qualche bar disperato. C’è anche Sean Paul. Ed è subito 2002.

Raffaella Fico – Rush Non nascondetevi, l’avete sentita anche voi. Ci ha spinti la curiosità e quel certo non so che che ci attrae al trash. Praticamente la versione musicale di The Lady di Lory del Santo, con il vantaggio di durare meno di tre minuti.

Biagio Antonacci – Ti penso raramente Ormai Biagio si è trasformato nel piacione over quaranta da discoteca che fa girare la testa alle ex amanti di Joaquín Cortes. Frasi sconnesse, smancerie imbarazzanti che vanno fortissimo nei supermarket. Ma noi cosa abbiamo fatto di male?

Buon Natale cari!