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Lo slippino dello Spoglierò Simon le Bon. O meglio, la seconda compila estiva.

Questo è un periodo complicato. C’è chi si mette a stilare le classifiche dei dischi usciti nella prima metà dell’anno. Personalmente non sono troppo brava in queste cose, tendo ad essere sempre troppo buona e quindi non riesco mai a decidere chi buttare giù dalla torre e chi invece metterci in cima. Che poi l’anno è ancora lungo, e chi lo sa se in una notte un po’ solitaria magari mi innamoro di qualche disco che all’inizio avevo snobbato? Un disco non è mica una cosa facile, che si prende e si ascolta e si dice ok oppure no. Mischia insieme un sacco di cose: emozioni, situazioni, vissuto, e poi, chiaramente, anche la musica. Ma certe volte rischia di rimanere quasi in secondo piano. Sennò non si spiegherebbe come mai certe volte ci affezioniamo così tanto a dei pezzi che potrebbero essere tranquillamente trascurabili, se presi oggettivamente.
Insomma, l’estate è arrivata. E l’estate è un periodo complicato. Il tempo che rimane è sempre poco, tutti stretti dal chiudere le ultime pratiche o gli esami della sessione estiva. Tutti stretti in un bagaglio fatto spesso di fretta. Tutti stretti nelle liste di cose da fare prima di partire, tipo spiegare in maniera molto chiara ed esaustiva al proprio vicino di casa quanta acqua dare alle piante del terrazzo mentre si passa una settimana in Sardegna. Tipo agguantare l’ultimo last minute perché i piani “quest’anno il viaggio lo prenoto per tempo così magari risparmio” sono svaniti già a metà maggio. Tipo non partire e rimanere in città, tutti stretti in quell’ozio tipico dell’estate, che spesso impedisce di fare anche quelle cose che dal di fuori possono sembrare così facili e banali.
Tipo preparare una compila e non farsi semplicemente trasportare dall’accidioso random dell’Ipod. Mica facile.

Ed eccomi qui, provvidenziale come lo scorso anno a venirvi in soccorso. Facciamo che io al momento sono esattamente nella situazione descritta poco sopra, stretta tra spiegazioni esaustive, ultime consegne (questa compresa), valigie di peso sconosciuto e un Ipod da aggiornare, giusto per non arrivare a vedere il tramonto di Selinunte con Porch dei Pearl Jam che ti spunta fuori dalle cuffie.
Eccomi qui, dunque, a darvi un assaggio di estate. Sedici tracce. Quest’anno son venuti fuori pochi italiani, ma quelli che ci sono sono di qualità AAA+. M+A con il loro primo singolo When (in free download) che anticipa l’lp These days, Dumbo gets mad che già dall’uscita del loro secondo disco hanno, diciamo così, ipotecato l’estate – non a caso stanno inanellando tantissime date – e quindi eccovi Radical leap. Lemme burn dei rinominati FOR (Flowers or razorwire), His Clancyness e la sua ormai sempreverde Summer Majestic, in attesa del nuovo disco in uscita per la mitica Fatcat records. Maria Antonietta che ha sfornato questa assortissima Animali. Poteva mancare un pezzo dei Daft Punk? Ovviamente no, e poi in Instant crush (quanti se ne contano in un’estate?) c’è anche Casablancas. Vampire Weekend, Local Natives (a proposito, andateveli a vedere), i lisergici Tame Impala, Kurt Vile, Summer holiday dall’ultimo ep dei Wild Nothing, Shout out loud di Mikal Cronin (bassista e backing vocal di Ty Segall) e Home, pezzo tratto dall’ultima interessante fatica di Austra, Olympia. A confermare la mia impazienza di ascoltare il nuovo di Washed out, ecco Don’t give up, il primo singolo che fa da apripista, anticipato dal tropicana Heavenly beat di Faithless. Poteva mancare il tormentone mainstream? Non vi dico nemmeno qual è, scopritelo voi ascoltando la compila. Si sa che non c’è estate senza una sana tamarrata.

Buona estate!