Primavera Sound 2013

Primavera Sound 2013

Primavera Sound Festival 2013.

Di questi tempi le madri si sentono in colpa perché non possono dare tutto quello che vorrebbero ai propri figli. Ecco, capite come cambia il mondo, una volta la privazione era la regola e l’abbondanza il premio… e poi ci si preoccupa di come saranno i bambini una volta adulti. Mi sono comportata un po’ così con lo Spoglierò Simon le Bon. Stiam qui, cerchiamo di dare il meglio e poi non sono riuscita a portarlo al Primavera Sound di Barcellona. Una madre più snaturata di me, ditemi voi se la trovate. Per fortuna che, come va di moda nelle serie tv, le madri, pure quelle finte, non sono mai sole, ma hanno tante amiche fantastiche e una diversa dall’altra che l’aiutano a portare questo – a volte – ingrato fardello. Hai capito Simon? Hai capito che bello? Adesso c’è la nostra Giulia Milza che è andata per noi al Primavera e ci racconta come è andata. Non sei felice? Adesso ti metti qui e senti che ti racconta. Che poi lo sappiamo che c’era freddo ed era pieno di ragazzette che avevano fatto il trattamento alla cheratina appositamente per il Primavera e tu poi vedevi i ragazzi sbronzi e ti mettevi paura. Meglio così, su. Ecco, Giulia si è fatta coraggio ed è andata nei territori di guerra, per giunta con un top che ciao. Questo è il suo reportage. Adesso Simon, per favore, metti seduto e stammi attento.

Primavera Sound 2013

Primavera Sound 2013

Festival People

Saluta Giulia-reporter col top bello

La colazione dei Festival people (clara, michelada e mojito)

La colazione dei Festival People (clara, michelada e mojito)

Best concerts:
– Phoenix. Iniziano puntualissimi con Entertainment, il pubblico in delirio accoglie di buon grado sia le canzoni nuove che quelle più famose come Lisztomania (superba), Long Distance Call e 1901. Thomas Mars, vero animale da palcoscenico, si lancia sulla folla per fare crowd surfing senza abbandonare mai il microfono. Mars, ti perdono per non avermi cantato If I Ever feel better e ti do addirittura un dieci per la performance.

Phoenix Live, Palco Heineken

Phoenix Live, Palco Heineken

– Tame Impala. Complice il tramonto e gli psichedelici visual effects alle spalle della band, il concerto è magico, quasi ipnotico. Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio di comprare i biglietti per lo show di Ravenna o Milano: non ve ne pentirete.

Tame Impala Live, Palco Heineken

Tame Impala Live, Palco Heineken

– Solange. Se questo nome vi ricorda soltanto Paolo Bucinelli, avete molto da recuperare. Solange Piaget Knowles è la sorella minore di Beyoncé, cui non ha nulla da invidiare, soprattutto, come ha dimostrato sul palco Pitchfork, in quanto ad acconciatura e coreografie.

Solange Live, Palco Pitchfork

Solange Live, Palco Pitchfork

Best dj-set:
Disclosure. Avete presente i due bambini della copertina di Settle? Ecco, quella foto dei fratelli Lawrence risale più o meno a…l’altro ieri. Messe da parte le paranoie della serie “perchè io a 18 anni giocavo ancora con i Lego?”, il loro live ha la forza di una scarica elettrica.

Disclosure Live, Palco Pitchfork

Disclosure Live, Palco Pitchfork

Best revelation:
Daughter. Un cespuglio di capelli mossi che le incorniciano graziosamente il viso, il look dark&shabby e la voce che trema nel ringraziare il pubblico tra una canzone e l’altra. Love at first sight per Elena Tonra.

Daughter Live, Palco Vice

Daughter Live, Palco Vice

Best stage:
Boiler Room per Adidas Originals. Scordatevi il palco Heineken, lontano e dispersivo, o quello Rayban, con la comoda gradonata dove accasciarsi dopo ore e ore di (s)balli sfrenati. Ad aggiudicarsi il titolo di Best Stage, quest’anno, è il palco più raccolto e in posizione un po’ defilata allestito da Adidas Originals.  Da qui, il primo giorno del Festival il team di Boiler Room ha strasmesso live dj del calibro di Jackmaster, Simian Mobile Disco, Actress Pional. Gente cool e good vibes.

Actress Live, Boiler Room

Actress Live, Boiler Room

Epic Fails: 
– The Jesus & Mary Chain. Impeccabili nell’esecuzione, sono talmente inespressivi da sembrare quasi imbalsamati. Dopo Just like Honey il pubblico si dilegua. NEEEEEEEEEXT!

Jesus and Mary Chain Live, Palco Heineken

Jesus and Mary Chain Live, Palco Heineken

– Dj Koze. Dovrebbe accompagnare l’audience fino alle prime luci dell’alba, ma la sua musica è talmente minimal che ha l’effetto di una ninna nanna. Durante la performance, abbandona un paio di volte la console, ma nessuno se ne accorge: dormivano tutti.

Ed ora, essendo al mio terzo Primavera Sound, permettetevi di rifilarvi un paio di perle di saggezza sul buon costume festivalero.

1. Dimenticatevi tacchi e zeppe, per quanto a noi veterani dia goduria vedere stuoli di sbarbine sui trampoli trascinarsi da una parte all’altra del Parc del Forum con la faccia sofferente. Al Primavera si macinano Km: si sa che i concerti migliori sono sempre sadicamente organizzati in contemporanea e a un capo all’altro del Festival. Il prossimo anno, vi consiglio di venire muniti di scarpe ortopediche o, meglio ancora, di un paio di pattini.

2. Scaricate l’applicazione del Meteo. Vi risparmierete di indossare inutili vestitini fiorati o shorts invisibili, quando l’unica cosa che vorreste avere addosso è un maglioncino di lana tricot.

3. Coprite le gambe, con calze, leggings o pantaloni. Potrebbero vomitarvi sulla caviglia. True Story.

Bye bye, Primavera Sound!

Bye bye, Primavera Sound!