Wolther goes stranger, l’intervista e il nuovo video in anteprima.

Cosebelle e Spoglierò Simon le Bon si mettono sempre d’impegno a scovare le cosucce quelle carine, quelle nuove che poi, qualche mese dopo, quando ne parlano tutti, tutti si mettono a dire ma dov’è che l’avevo già letto? Ecco, capiterà forse lo stesso con Wolther goes stranger. Il progetto solista di Luca Mazzieri, chitarra de A classic education nato nel 2007 ha appena dato vita ad un nuovo ep, A lovely boy e qui, oltre a farsi spogliare, ci mostra in esclusiva il suo nuovo video, Money, cover del pezzo omonimo de The drums. L’ep esce per Barberia, in 100 copie nello chiccosissimo formato della cassetta con il prezioso artwork firmato Luca Dipierro. In più, il free download dei remix dei pezzi firmati Boxeur the coeur, Welcome back sailors, Setti e Moss. Elettronica, riverberi, sussurri, insomma tutto quello che di buono resterà di questo 2012, almeno musicalmente parlando. Cool.

CB – Raccontaci qualcosa del tuo progetto Wolther goes stranger, magari dicendoci anche il cosa sta dietro a questo nome.
L – L’idea di Wolther Goes Stranger nasce ad un concerto degli Xiu Xiu durante il tour di Fabulous Muscles. Un innamoramento folgorante, una “pezza” clamorosa a Jamie Stewart per sapere che groovebox usasse e il giorno dopo avevo un nuovo progetto musicale. Il nome ha una storia tutta sua: andato ai Bombanella Studio del mio amico Davide Cristiani per registrare le prime cose mi sono ritrovato un bastardino, Wolther appunto, che gironzolava per gli studi. Era stato prelevato da una famiglia che lo maltrattava e quindi perennemente spaventato si nascondeva tutto il tempo sotto il banco di regia. Al termine delle registrazioni eravamo diventati discreti amici. Stranger ha vari significati tra cui il modo vittoriano con cui venivano definiti alcuni poeti come Keats o Wilde . Un cane di poeta insomma… Ora comunque Wolther Goes Stranger è una vera famiglia con Massimo “Colla” alla batteria e trapano, Linda alle voci e Davide appunto alla regia.

CB – Non so perché, ma mi sarei aspettata un ep tutto anglofono… invece è molto presente anche l’italiano. Come mai, cosa ti affascina della nostra lingua, così complessa per un certo tipo di sonorità come quelle che ritroviamo nell’ep?
L – Anche se ho iniziato suonando in band postpunk che cantavano in italiano e la musica in italiano è sempre stata massicciamente presente nei miei ascolti me ne sono stupito pure io! In questo ep volevo dare maggiore spazio alle parti vocali e, non avendo io una grande voce, mi son detto: “almeno che gli amici capiscano quel che dico…”. Le canzoni che canto sotto la doccia sono quasi sempre in italiano mentre la musica e le parti strumentali che mi hanno cambiato la vita sono di origine inglese o americana… ho provato a metterle assieme per fare la “mia cosa”.

CB – Il video che vediamo qui in anteprima è di una tua cover di The Drums, come mai la scelta di Money?
L – É il pezzo perfetto di un disco che mi si è appiccicato addosso, forse perché intriso di quella malinconia di cui sono felicemente innamorato. Ed è il mio pensiero speciale per una persona speciale.

CB – Volendo riassumere un po’ questo video in tre parole, quali sceglieresti?
L – Sole-Cuore-Amore…..scherzo! Se dovessi scegliere sono solo tre parole dico Jobs, Lynch, amici.

CB – Come sono nate le collaborazioni per i remix?
L – Sono tutti amici. L’ep è in cassetta 100 copie e free download. Mi sembrava rispettoso omaggiare chi spende 5 euro per qualcosa che può avere gratis con un regalino…. Welcome Back Sailors, Boxeur The Coeur, Setti e Moss lo hanno confezionato con i fiocchi.

CB – Nella presentazione di Wolther dai dei forti suggerimenti di look. Quanto è importante per te?
L – Dandy è un aggettivo che spesso mi è stato “appioppato” e non faccio mistero di essere affascinato da questa immagine. Penso che l’apparenza e il modo in cui ti poni siano i primi messaggi che mandi al mondo con cui ti relazioni; cercare di trasmettere chi sei penso sia segno di rispetto.

CB – Hai un feticcio, un accessorio o un capo di abbigliamento che acquisti con ritualità o che collezioni?
L – Una giacca elegante, nera e sgualcita che indosso anche a ferragosto!

CB – Un disco che stai ascoltando e uno che più ti ha accompagnato nei mesi di concepimento dell’ep.
L – Durante la scrittura dell’ep (che sono, cover a parte, la mia re-interpretazione di canzoni di artisti italiani) vigeva la regola del random mentre componevo e di When di Vincent Gallo mentre mettevo via l’attrezzatura. Ora come ora, nell’attesa di qualcuno che incida un disco in italiano di cui possa innamorarmi perdutamente, ascolto molto Kill for Love dei Chromatics.

CB – Un libro sul comodino.
L – Sto rileggendo Educazione Siberiana di Nicolai Lilin.

CB – Una Cosabella.
L – Togliersi i mocassini e camminare sui ciottoli caldi di Nerezine.