Chromatics

Se la benzina non costasse due euro al litro la nostra voglia di prendere la macchina e andare verso qualche parte ogni tanto verrebbe soddisfatta. Prenderemmo una strada sempre dritta, di quelle che ci sono in America o nei film ambientati in America. Avremmo il sole che tramonta su un lato e porteremmo degli occhiali da sole. Se non guidassi e mi facessi portare, toglierei le scarpe e metterei i piedi sul cruscotto, in barba all’airbag. Il sole nel frattempo andrebbe in dissolvenza e noi ce ne staremmo in silenzio, a guardare il nulla attorno, come si fa in America o nei film ambientati in America. Non ci toglieremmo gli occhiali da sole se non un’ora dopo il crepuscolo. Non toglieremmo mai dallo stereo Kill for love, l’ultimo album degli americani Chromatics.

Andremmo sempre dritti e ci fermeremmo in una città di mare, dove la sola maglia di cotone che abbiamo addosso non basterà per il vento fresco e umido che sale al mare le sere di primavera. Cercheremmo una trattoria veloce, o forse dovremmo cercare un fast food, ché in America le trattorie non ci sono. Una volta usciti per una sigaretta, ci renderemmo conto che fuori ha iniziato a piovere. Una pioggia leggera e intermittente, di quelle che bagnano tutto ma non disturbano, fanno quasi piacere. Saliremmo di nuovo in macchina, riaccenderemmo lo stereo e ascolteremmo ancora, a ripetizione, Kill for love dei Chromatics. La strada del ritorno sarebbe la stessa dell’andata, dritta e senza curve, di quelle che ci sono in America o nei film ambientati in America. Ci guarderemmo attorno e ci sorrideremmo mentre ci riscopriamo a canticchiare sottovoce la cover di Into the black di Neil Young e ci sembrerà di avere intorno la piscina di Palombella Rossa quando partirà la cover di I’m on fire di Bruce Springsteen, che non c’è nel disco, ma vale pur sempre la pena metterla nell’Ipod. Torneremmo a casa ormai a notte fonda, domandandoci se davvero è servito fare trecento chilometri per mangiare in una trattoria di terza fascia e tornare a casa infreddoliti dalla pioggia. Bagnati e silenti ci guarderemmo negli occhi e penseremmo che è stato bello fuggire o fingere di farlo, almeno per una volta. Penseremmo anche che non abbiamo parlato molto, ma non è colpa dell’incomunicabilità o delle storie sulle coppie finite che non hanno più nulla da dirsi, è che diceva tutto la strada dritta e senza curve, la pioggia leggera e il vento fresco che entrava dal collo della maglia di cotone. Diceva tutto Kill for love dei Chromatics, come una colonna sonora di un film quasi muto, come quelli che vincono gli Oscar, forse perché di questi tempi di parole se ne dicono anche troppe.

Se la benzina non costasse due euro al litro lo faremmo. In alternativa, potremmo sempre camminare molto con le cuffie nelle orecchie e cercare una di quelle strade dritte e senza curve, di quelle che ci sono in America o nei film ambientati in America. Oppure ci potremmo chiudere nella macchina parcheggiata, far partire i Chromatics e chiudere gli occhi, forse il risultato non sarà uguale, ma ce lo chiede l’Europa.