Madonna.

Qui di questi tempi si fanno un sacco di strappi alla regola. La settimana scorsa Simon le Bon è rimasto bello e vestito, questa volta mi metto a parlare direttamente di Madonna senza tutte quelle storielle che di solito occupano il primo paragrafo di questa rubrica e che rovinano la preziosissima indicizzazione di Google.

Allora, facciamo così, lo dico subito che io a Madonna le voglio bene. Dico subito anche che a MDNA, il suo ultimo disco uscito giusto due giorni fa, invece no.
Sarò tarda, ma io nel titolo non c’avevo nemmeno intravisto il suo nome ridotto qualche lettera, come va di moda oggi negli sms e nella lingua atrofizzata come i nostri stipendi (ciao Vasco Brondi, ciao). C’avevo visto al massimo un’allusione alla droga delle discoteche o a un meno plausibile nome della vagina in versione veneta (ammazza, resterà sempre una peccatrice questa lady Ciccone!). Sarò tarda ma non mi spiego il motivo per cui la mitica, l’inossidabile, la quello che volete voi Madonna si metta a fare un disco come questo. Chiariamoci e diciamolo una volta per tutte in modo chiaro che non tutti i dischi di Madonna sono fondamentali nella loro interezza. Io ci metto Ray of light, voi metteteci quello che volete, che con Madonna è come con le Fruit Joy, che a me piace quella viola, o con lo zabaione del Cucciolone, che io adoro ma magari a voi fa schifo. Ma veniamo al dunque. Diciassette brani che per metà ti fanno rimpiangere Rihanna (Rihanna!), ma anche Corona degli anni Novanta, La Bouche. Insomma, il pensiero va a una dance nemmeno delle migliori, che non ha niente di fondamentale. A parte la deriva tamarra dei tredici anni, perché ora dovrei ascoltare la Discomania Mix? Perché stavolta la canta Madonna? Spesso mi chiedo cosa ce ne facciamo di un singolo di Rihanna ogni mese o di mille tipette clonate e ammiccanti che ballano furiosamente nei video. Ne servono così tante, mi chiedo? Ne abbiamo bisogno, davvero? Ed ecco che tutte queste – una volta avremmo detto wannabe Madonna – si ritrovano ad essere ciò che viene scopiazzato proprio da Madonna per stare al passo del balla che passa tutto. Addirittura l’inizio di Some girls pare preciso a quel pezzone di Felix the housecat, Silver screen shower scene. Quella super hit super commerciale che parlava di nicotine e cose varie.
Non paga di star lì a contendersi il podio di riempi pista della primavera con Rihanna o Mia (forse anche per questo l’ha tirata dentro al suo primo singolo, Give me all your lovin’), che fa Madonna? Copia se stessa, quasi ad aggiungere alla dance che piace ai giovani d’oggi e ricopre di dobloni i vari Bon Sinclair, un mini best of di se stessa, per tutti quelli che la seguono da sempre, c’hanno una certa età e magari delle trivellate elettronche fanno volentieri a meno.

In Gang Bang c’è un po’ di sano whipping, con frustate che si ripetono periodicamente, assieme a tanti sospiri molto hot sparsi un po’ in tutto il disco, I’m a sinner si divide a metà tra American Pie e Ray of light, Love spent reinserisce il fortunato riff degli Abba già presente in Hung-up, l’omaccione che introduce il remix di Give me all your lovin’ è degno della miglior Danza kuduro, Beautiful killer c’ha un po’ di Die another day, Masterpiece è un po’ spagnoleggiante, Fallin free ha un che di mistico à la Frozen o quello che vi pare.

Cara Madonna, il mio sogno, quando ero in prima elementare, era poter essere in quinta per poter guardare dall’alto in basso quelle nanerottole di prima. È così che si dovrebbe comportare chi ha fatto la storia. Io non ho fatto la storia, ma tu un po’ sì. E allora comportati da veterana, tiratela! Cacchio ti metti a dare i baci in bocca alle due wannabe per eccellenza Britney Spears e Christina Aguilera, che tanto le giovani d’oggi lo fanno già? Stai lì, fai shopping, palestra, limitati a fare la trend setter, a giudicare il mondo con il verso del tuo pollice. Cacchio ti metti a cantare la dance che c’hai l’età di mia madre e io a mia mamma le voglio bene va in palestra anche lei anche se non ha i tuoi bicipiti ma io a dimenarsi con velleità pseudo hardcore non ce la vedo. E mi dispiace, non ci vedo più nemmeno te. Non ti dico di fare la pubblicità delle Crociere Costa come Sofia Loren, ma, vedi, è quella la classe. Sofia ora la inviti e tutti sospirano aaaah la Loren. Se continuava a fare spogliarelli a sessant’anni quella mica era classe. È il tuo turno Madonna. Qualche anno fa ti eri pure messa d’impegno, scrivevi le storie per bambini e ti mettevi i Prada a fiori tanto bon ton. Non è che se molli Guy puoi fare la ventenne, Madonna, essù. Guarda la tua amica Gwyneth, non c’ha nemmeno quarant’anni e già scrive i libri di cucina. Promettimi che ci pensi? E smettila con tutta quella palestra che sembri ‘na pazza.

With love.