The Kills.

Quando è notte e sei seduto sui sedili dietro di un’auto puoi fare due cose. Dormire o pensare a cose discutibili che però in quel momento sembrano estremamente geniali. Spesso capita la prima opzione. Quella sera di novembre 2004 capitava la seconda. Erano le due di notte quando ho concluso che costruire strade era una cosa bellissima. Le strade sono miracoli a cui non si bada sufficiente attenzione. Strade nuove che incrociano esattamente in quel punto strade che invece esistono da cinquantanni. Bretelle che si librano nell’aria leggere come panni stesi ad asciugare ma che invece nascondono un’anima pesante come il cemento armato. Viadotti che sfidano il vento e milioni camion che ci passano continuamente sopra.

Quella sera le strade erano bellissime come Keep on your mean side dei The Kills.

È così che sono entrati dentro il mio ipod mentale Alison VV Mosshart e Jamie Hotel Hince: pensando alla pulita perfezione del calcolo matematico che disegna un’uscita autostradale.

Il suono dei The Kills irrompe, incalza, gratta come faceva la pop art di Warhol, senza puntare troppo sul mai sentito prima. Tutti avevano una lattina di zuppa Campbell’s in casa, soltanto che nessuno aveva ancora pensato di appenderla in soggiorno. Il garage-punk-blues-electro-rock che hanno imbastito i The Kills non è geniale come Warhol, ma facciamo che gira bene lo stesso.

Lo si capisce subito che VV e Hotel sono due fighi. Alison è di quelle lì che risultano eleganti anche da sbronze con una giacca leopardata addosso. Ha il gusto e l’occhio giusti per scegliere un sacco di cose che chi ci pensava agli stivaletti dorati o alla t-shirt con un Monsieur Bretin conciato come Zio Fester. Jamie assomiglia a Serge Gainsbourg. Sigaretta in bocca, giacca di pelle, fintamente trasandato. I The Kills sono due fighi e lo sa anche Kate Moss, quasi moglie del suddetto finto trasandato Jamie.

Poi nel 2005 è arrivato No now e nel 2007 Midnight Boom. Ad aprile 2011 arriverà Blood Pressure, il loro quarto disco, di cui si può già ascoltare Satellite. Dopo Keep on your mean side hanno smesso di c’entrare le strade ma io li ho comunque aggiunti a quei dischi che non si possono ascoltare così, per caso. Sarebbe meglio indossare la giacca di pelle e gli occhiali scuri. Magari, a trovarli, pure un paio di stivaletti dorati. Sarebbe meglio ascoltarli quando è notte, oppure quando si deve scivolare tra la gente, mentre cammini da solo per chilometri in una di quelle città da toccare e da annusare. Parigi o quella che vi pare. Basta che si debba scivolare.

Must listen: Black ballon, Superstition.