Radiohead. TKOL RMX 1234567

I geni e gli innovatori spesso non sono tanto simpatici alla gente. Parlano di cose che non si capiscono, magari hanno abitudini bislacche e lontane dal volgo. Se ne stanno nelle loro case, magari in cima alla collina, a invertire il giorno con la notte, a riempire fogli di idee e di numeri. I geni ribaltano le cose, ad un certo punto vi vengono a dire «Avete presente quello che sapete? Beh, è sbagliato». E voi lì, a pensare che gli manchi un venerdì.

Prendete Einstein. Se ne viene fuori con la teoria della relatività, e già questo deve essere stato un bel colpo per tutti. Ci mette un bel po’ del suo per arrivare a produrre pure la bomba atomica. Però, in pochi gli hanno dato del matto o dello strambo, men che meno dello stragista. Il segreto sta tutto nell’operazione simpatia. Einstein spiega la sua teoria della relatività con esempi semplici: i gemelli e i viaggi nello spazio, i treni che quando sei seduto all’inizio non capisci se a partire sei tu o il treno di fianco. Roba facile. Dopotutto, tutti sono stati su un treno a domandarsi ma ci muoviamo o no? (se siete in un interregionale, facile che no). E poi Einstein fa le linguacce, ebreo scappa dalla Germania nazista, rivela che al liceo prendeva quattro in matematica. Insomma, dona speranza a tutti.

La democratizzazione del genio passa attraverso tanti stadi. Dipende dal tipo di genio. Prendete i Radiohead. Osannati dal pubblico cosiddetto indie, di nicchia, intellettuale, mentre la maggior parte delle persone, se li conosce, li conosce al massimo per Creep o Karma Police. Sono ingiustizie. E Ok Computer, Kid A, Amnesiac a chi li diamo? I veri gioielli di Thom Yorke, la vera svolta geniale rimane nel dimenticatoio collettivo? Deve scattare l’operazione simpatia. Prendiamo The King of Limbs, l’ultimo disco della band dell’Oxfordshire. Non è piaciuto a molti, o perlomeno l’entusiasmo che di solito circonda ogni loro prodotto dopo Ok Computer è stato di certo più timido. Sarà stato il metodo (zero pubblicità, una news sul loro sito data all’improvviso che precedeva soltanto di qualche giorno il download e l’acquisto online dell’intero disco). Sarà che dal secchione di classe ci si aspetta sempre che prenda dieci e se prende nove meno è andato male. Sarà quello che volete, ma quello che rimane è che c’è stato poco entusiasmo. Allora, dicevamo, scatta l’operazione simpatia. Dato che per i radioheadisti ortodossi Kings of Limbs non era una reliquia, ecco che l’11 ottobre scorso esce TKOL RMX 1234567. Per l’uscita, tre ore di party su invito ma democraticamente (e rosicamente) in streaming su Boiler Room.

In consolle Thom Yorke in person e un bel po’ di djs che hanno collaborato all’impronunciabile album. Due cd contenenti diciannove pezzi tratti da The King of Limbs, remix fatti da personaggini del calibro di Caribou, Four Tet, Jamie XX, Lone, Modeselektor. Per gli abituati ai dieci in pagella dei Radiohead, anche TKOL RMX 1234567 non sarà l’E=mc², ma per tutti gli altri sarà come quando si capisce la relatività stando seduti in treno. In più, permetterà ai radioheadisti della prima ora di muovere le loro rigide anche persino nelle più detestate disco, mentre scuotono immancabilmente la testa irridendo i parvenu attorno. Un’operazione simpatia da consolle coi controfiocchi, che farà sbarcare quei timidoni dei Radiohead nei dancefloor sparsi in tutto il globo, pronti a soddisfare i più fighetti da Café del Mar e i techno-lovers, passando per il dubstep e le atmosfere più rave. Roba che ricorda un po’ l’operazione Presidente Operaio, ma qui la ceralacca è marchiata Radiohead, quindi non c’è che da star tranquilli.