Nirvana, Nevermind.


È periodo di compleanni, almeno per quanto mi riguarda. Gli anni passano e bisogna iniziare a saper reagire alla frase sibillina “ti facevo più giovane” e anche ai silenzi imbarazzati.

Gli anni passano e cominci a vedere bambini che credevi avrebbero avuto sei mesi per sempre, avrebbero gattonato per sempre e invece eccoli sfrecciare in motorino, fidanzarsi ed evitarti nei locali quando bevono troppo. Sono brutti colpi che bisogna saper incassare senza cadere troppo in depressione, che poi si vede che sei sciupata ed è meglio di no.

Gli anni passano e ti rendi conto che, per fortuna, passano per tutti. Soltanto che qualcuno se li porta con gran disinvoltura. Prendete Nevermind. Il 24 settembre avrà vent’anni e fa parte della categoria dei disinvolti. I Nirvana si sono sciolti nel ’94. Kurt Cobain ha deciso anzitempo che non voleva imparare a rispondere alle frasi sibilline né ai silenzi imbarazzati. Dave Grohl continua a suonare, ha cambiato strumento, ha fondato i Foo Fighters e sembra vivere felice. Krist Novoselic è sempre stato quello che più si faceva i fatti suoi e continua, pur avendo messo su un po’ di panza, a farseli.

Prendete Nevermind. Mettetelo su e ascoltatelo. Vi sembrano passati vent’anni? Vi sembra così lontano quando lo avete ascoltato per la prima volta nella vostra cameretta? Forse ora avrete meno capelli che ondeggiano nel momento in cui inizierete a muovere compulsivamente la testa. Forse avrete meno brufoli. Sarà invece probabile che avrete ancora addosso una camicia a quadri, una t-shirt e dei jeans. A Seattle non lo potevano nemmeno pensare che a vent’anni di distanza la gente avrebbe ancora apprezzato la loro camicia a quadri.

Prendete Nevermind e fatelo suonare. Pezzo dopo pezzo vi ritornerà dentro come quel primo giorno nella vostra cameretta. Vi verranno in mente un sacco di cose: dove eravate e con chi, la copertina che era uguale alla pubblicità dell’acqua Sangemini, vostra madre che pensava foste dei pericolosi drogati solo per il fatto di ascoltare uno con i capelli lunghi e fucsia che si sgolava su Smells like teen spirit.

Le venticinque milioni di copie vendute fanno di Nevermind un classico. Anche se urlato, anche se ribelle, anche se nasce da una scena alternativa, anche se non è pop. I vent’anni passati dalla sua uscita non lo hanno segnato, ma lo hanno reso ancora più solido. Nevermind, ti facevo più giovane, mannaggia a te.