Digitalism.

Dove sei stato in vacanza?

Formentera. Avevo l’all inclusive e ho mangiato di tutto. Ora sto facendo doppio turno in palestra per tornare in forma. Tu?

Io Sardegna. Sempre stupenda. Ma guarda, son già pallido, magari domani prenoto una doccia solare.

Quest’anno vanno un sacco le pellicce. Quasi quasi faccio la pazzia e ne prendo una.

Ma gli animali?

Beh ho visto in un documentario che non soffrono più come una volta. E poi lo facevano anche gli uomini delle caverne.

Ma loro vivevano nelle caverne, non in case col riscaldamento.

…  Avete già deciso cosa fare a Capodanno?

Sono seduta in un bar, prendo un caffè, leggo il quotidiano e intanto tendo l’orecchio per praticare quel sano ed economico passatempo che non è la Settimana Enigmistica ma il farsi un po’ i fatti altrui. Metto giù il quotidiano. Vorrei girarmi verso tutti questi qua delle pellicce, degli uomini delle caverne e delle docce solari e gridare che nooooooooo, non è finita l’estate. Non devono piegare i parei e metterli via. C’è ancora tempo per una fuga, per l’ultimo bagno.

C’è tempo per ballare, anche. Forsennati, che gli ultimi pezzi d’estate si muovono veloci, ti giri un attimo e non li ritrovi più. C’è tempo per i Digitalism e per il loro nuovo album, I love you, dude. Uscito a giugno, quasi a dare il via alla stagione calda, va bene riprenderlo anche ora, per agguantarne, rapaci, gli ultimi strali. Sembra fatto apposta, ma il duo di Amburgo sarà a Milano giovedì primo settembre, al Magnolia Parade. Giusto per farvi ballare forsennati e veloci. Sembra fatto apposta, ma il secondo disco dei Digitalism è perfetto per un party di fine estate. Il party di fine agosto o addirittura di settembre è sicuramente più pigro e più stanco di un energico party di giugno, quando si ha voglia di sperimentare, di cercare il disco che ci farà ricordare l’estate. I love you, dude ti viene incontro facendo praticamente da mix di sé stesso. Provateci. Mettetelo su e poi gironzolate tra le persone. Chiedete dunque, un po’ distratti, “Ma questi che suonano chi sono?” A meno che non troviate il secchione elettronico di turno, la gente vi risponderà i Daft Punk, gli Air, i Chemical Brothers, un remix degli Strokes. Forrest Gump, infatti, è stata scritta e registrata in collaborazione con Julian Casablancas. Invece per beccare i Digitalism veri e propri pare si debba aspettare la fine dell’album, dove in Miami Showdown ed Encore levano la maschera e si mostrano senza veli.

Dopo un disco luminoso come Idealism, pare che Jens Moelle e Ismail Tüfekçi abbiano voluto racchiudere in dieci tracce veloci veloci tutto quello che amano e che hanno amato dell’elettronica. Questo intento purtroppo rende I love you, dude un disco poco originale e un po’ piegato verso il passato. Ma chi lo dice che è una cosa negativa? Per chi non vuole seguire il turbine schiacciasassi delle mode 2.0 o per chi ama mettere un disco e non pensarci più, il secondo album dei Digitalism è perfetto. Per una festa di fine estate, ancora di più.