Lily Allen


Verrà fuori, prima o poi, scartabellando il suo albero genealogico, che Lily Allen ha un intero ceppo di parenti in Scozia. Magari addirittura genovesi. La carta d’identità dice Hammersmith, Londra. Però chi d’estate s’improvvisa cultore di telefilm gialli, da Colombo alla Signora Fletcher, lo sa: due indizi fanno una prova. Tu, Lily Allen, non puoi sbraitare per tutto l’aeroporto che 40 pound sono un furto per aver scordato di stampare la carta d’imbarco Ryanair. Tu, Lily Allen, non puoi invitare 300 selezionatissimi amici al tuo matrimonio e organizzare il banchetto delle nozze nel giardino della tua casa fuori Londra e venirtene fuori, dopo due brindisi Uè ragazzi sarete pieni di fame, che ne dite di un bel kebab? Uno va alle feste di matrimonio delle star e gli tocca pure mangiare come uno studentello fuori sede, con la salsina allo yogurt che gli cola sui polsini della camicia.


Però Lily ha ragione. Si possono spendere 40 sterline soltanto perché la tua stampante non ne voleva sapere di funzionare? Eri in ritardo, il taxi aspettava giù di sotto e poi il traffico si sa che è una bolgia, la stampante emette soltanto suoni comatosi e tu, donnina in bluette sintetico, mi fai pagare 40 sterline? Lily c’ha ragione, è una questione di principio.

E poi basta con questi matrimoni stucchevoli, eterni, dove ci si siede alle tre del pomeriggio e si rimane lì a ingollare cibo per dodici ore filate. Quanto più easy è festeggiare tra amici mangiando qualcosa di veloce? Essù, anche voi, mica vorrete aspettare i matrimoni altrui per mangiare caviale e ostriche, poi magari capita che una non è freschissima e passate due giorni seduti sulla tazza del water. Lily sì che è una wedding planner, altro che Enzo e Angelo e le loro stragi impunite di rose.


Lily Allen ha fatto strada. Nel 2006 è uscito il suo primo disco, Alright, still e il successo l’ha travolta in scarpe da basket e gonnelloni oversize coloratissimi. Qui ha iniziato a mostrare il suo terzo capezzolo in tv, come vuole la tradizione è stata arrestata per aver picchiato un paparazzo e come da copione l’hanno beccata spesso in vari locali londinesi mezza ubriaca, spalmata su qualche divanetto. Nel 2007 si fidanza con Ed Simons, mente dei Chemical Brothers, colora le sue chiome di un sobrio rosa fucsia e afferma che tutto sommato drogarsi fa bene. Nel 2009 esce It’s not me, it’s you, il suo secondo disco. È dimagrita, nessuna scarpa da basket all’orizzonte bensì un ordinato frangione nero corvino, vestitini sixties e tacchi. Sfogli qualche magazine e te la vedi fotografata nientemeno che da Karl Lagerfield per una campagna Chanel. E proprio Karl disegnerà per lei uno dei due abiti da sposa indossati durante il suo matrimonio con Sam Cooper, celebrato lo scorso 11 giugno. Voi direte, due abiti da sposa e kebab per menù? Eeeh sì. Lily è incinta, sia mai che gli venga la voglia di kebab all’agognato primogenito.


La moda inizia a piacerle e disegna una linea per New Look, brand inglese di moda giovane. La moda le piace proprio, tanto che dichiara di voler abbandonare la musica (a sentir lei ormai poco redditizia) e nel settembre 2010 apre, assieme alla sorella Sarah, un negozio vintage a Londra, in King Street, Lucy in Disguise. Capi selezionati in vendita o a noleggio e pure una collezione disegnata proprio dalle sorelle Allen. Se vi aggrada, potete scegliere se vestirvi da Sailor Moon o da Lady Isabel a prezzi, tutto sommato, accessibili. Il plus: all’interno dello store troverete pure il salone. Make-up, acconciature e piccoli servizi di sartoria per uscire davvero impeccabili.