#8  –  i consigli di Teresa Bellemo

La crisi batte come il vento del nord su una casetta della costa bretone, ma resta che è Natale. Mica si può scrivere a tutti Buon Natale e per quest’anno siamo a posto così. Dunque, urgono idee regalo. Se poi dobbiamo dirla tutta, io lì fuori non so chi mi ritrovo. Magari è pieno di gente che la mattina si sveglia e con abili e adrenalinici gesti sul web fa salire lo spread alla facciazza nostra. Io volevo darvi consigli semplici, economici, i regali fateveli da soli con il pannolenci, tipo. Ma poi ho pensato a questa faccenda dello spread e che ci sarà pur qualcuno che lo fa salire e ci guadagna. Siamo mica tutti uguali. E lo so che poi saremo tutti lì con il pannolenci e la colla a caldo, ma qui si fa servizio pubblico, e vi toccano pure i regali ma senti questa. Tranquilli, sono equamente divisi, sia mai che vi capita una roba tipo Eddie Murphy in Una poltrona per due.

Retromania. Pop culture’s addiction to its own past, Simon Reynolds, Edizioni ISBN.

Nella musica, nella moda, nella fotografia – insomma un po’ in tutto – tornano in maniera ossessiva features tipiche degli anni andati; la vena innovativa, creativa sembra essersi perduta. Dunque, dove sta il nuovo? Reynolds ci ragiona su e se la prende anche con il taumaturgico random dell’Ipod. Cosa resterà di questi anni zero?

Glitter ankle boots, Miu Miu.

Dorate o argentate poco importa. Queste Miu Miu sanno il fatto loro e accendono anche il più rock e dark degli outfit (oddio, ho scritto outfit), in più sono natalizie e già loro sembrano un pacco regalo. Il tacco è bello grosso, così se volete potete metterle tranquillamente anche in club per un concerto e non solo nelle serate sto seduta in macchina-sto seduta a cena-insomma sto seduta. Siccome si parla di regali, fatevelo da voi o ingaggiate uno spregiudicato spreaddista. O meglio ancora, aspettate i saldi.

Forget me Not ring, design Kiel Mead.

Se il rosso non è il vostro colore, lo trovate anche in altri colori, come il nero, l’argento e il bianco. L’idea è carina, il prezzo non svena nessuno e il design è made in NYC. Lo trovate qui. Legarsela al dito non è mai stato così facile.

Ivictrola, disegn Matt Richmond.

Se non siete abili con le mani (e quindi non vi saranno d’aiuto nemmeno con la colla a caldo e il pannolenci) non provate questo a casa. Matt Richmond è uno che invece ci sa fare e davanti ad un negozio di antichità ha ben pensato di unire il vecchio con l’hi-tech. Risultato? Un amplificatore per Iphone, Ipad e Ipod, ma con il suono caldo e sporco tipico di un grammofono. Il prezzo incentiva al fai da te e la lista d’attesa pure. Ma se magari intercettate lo spreaddista di cui sopra, è fatta. Ah, nel caso, lo trovate qui.