come donna innamorata santagata

“La storia insegnava che quando le persone altolocate entravano in rotta di collisione, a Firenze finiva sempre in tragedia”

Marco Santagata – Come donna innamorata. Finalista Premio Strega 2015, entrato nella cinquina finale.

Siamo nel 1294, Firenze è divisa tra le fazioni di guelfi e ghibellini, le lotte senza fine tra famiglie potenti, costellate di tradimenti e alleanze. Nello stesso momento, Dante sta ultimando la stesura della Vita Nova. Veniamo trasportati nel cuore del Medioevo, e assistiamo come nascosti da una tenda allo svolgersi naturale della vita quotidiana di Dante Alighieri e della sua famiglia. L’incontro provvidenziale alla festa di Calendimaggio con Bice Portinari, poi trasfigurata nella figura virtuosa e celeste di Beatrice, la difficile amicizia con Guido Cavalcanti, il rapporto con il padre Alighiero, con la sorella Tana e successivamente con la moglie Gemma Donati e con i loro figli. E sempre dalla nostra posizione favorevole, guidati a ogni passo dalla voce sicura di chi conosce la materia dantesca nel profondo della sua estensione, assistiamo a uno spaccato della creazione delle pietre miliari della nostra storia letteraria e linguistica: seguiamo Dante nelle sue meditazioni spirituali e letterarie, osserviamo la sua ricerca ossessiva del significato dei tanti segni che coglie disseminati sul suo percorso.

Continui scarti temporali ci portano dal 1290, anno della morte di Bice Portinari, al 1294, quando Dante termina di scrivere la Vita Nova, in cui racconta di Beatrice e del legame ineffabile e profondamente spirituale di due vite predestinate.

Nella seconda parte, il racconto si sposta al 1314: Dante è impegnato a ultimare la stesura dell’ultima cantica della Commedia, il Paradiso. In esilio in Lunigiana ormai da dodici anni. Nel mezzo stanno i rivolgimenti della lotta tra guelfi e ghibellini, e tra guelfi neri e guelfi bianchi, che in quegli anni decretavano le sorti di tutta la cittadinanza.

Ed ecco che la breve carriera politica di Dante cede velocemente il posto agli anni del confino. Esiliato lontano dalla sua città, da sua moglie e dai suoi figli, ricorda gli anni di Firenze, di Bice e della sua gioventù come i più felici di sempre.

Un Dante-uomo inedito per molti aspetti: umano, a volte anche troppo umano, con le proprie incongruenze e l’egoismo di chi conosce la propria missione sulla Terra e sa di avere le capacità per portarla a compimento. Esposto come tutti alla fragilità di chi è combattuto tra la necessità del riconoscimento pubblico e l’imperativo di non svendere la propria integrità morale. Due ambizioni quanto mai difficili da conciliare.

Accanto alla figura luminosa di Beatrice, si staglia quella fiera e severa di Guido Cavalcanti, ricchissimo magnate e poeta inarrivabile, amico fraterno di Dante. A legarli un rapporto profondo e costellato di scontri e divergenze sempre crescenti. Un’amicizia difficile in tempi difficili e di forte tensione politica, tra uomini complessi e di grande intelligenza, fatta solo di sentimenti forti, in cui ad un affetto fraterno si mescolano l’odio, la gelosia e il disprezzo.

La poesia: è questa la roccaforte ultima di Dante, il rifugio definitivo dalla delusione, dalla rabbia e dal dolore. Ma anche e soprattutto la sua missione, una ragione di vita pervasiva, che non lascia scelta se non quella di perseguirla con tutte le proprie forze.

Marco Santagata, Come donna innamorata, Guanda.